Le immagini possono sostituire le parole?
Certo, le immagini sanno raccontare una storia in un modo che le parole non potrebbero mai fare.
Catturano l’emozione di una frazione di secondo che andrebbe persa per sempre … e la rendono senza tempo.
Per spiegare meglio come raccontare con le immagini, userò le foto scattate a Vigevano (PV).
Sono sicuro che in questa città ci sia molto di più di quanto sembri, ma ogni volta che vado sono attratto come una calamita dalla splendida piazza rinascimentale, definita una delle più belle d’Italia.
Piazza Ducale ha la forma di un rettangolo, fiancheggiata da portici ad arco e tetti rossi e con il Duomo a un’estremità.
Su tutti, svetta la Torre del Bramante, simbolo di Vigevano e punto più alto che permette la vista su tutta la città.
Un vero e proprio “salotto” con molti caffè e ristoranti che si affacciano sulla piazza, ottimi posti per guardare il mondo che passa: vedrai la gente del posto fare le commissioni quotidiane, fermarsi per un caffè e chiacchierare con gli amici.
Il duca Ludovico Sforza (detto: il Moro) la volle come maestoso piazzale del castello, che sotto il suo regno divenne una delle corti più ricche d’Europa.
Basta discorsi, è il momento di dare spazio alle immagini, perché “un’immagine vale più di mille parole!” Ecco alcuni suggerimenti che ti mostreranno come raccontare una storia con la fotografia e ti aiuteranno a pianificare, strutturare e realizzare i tuoi reportage fotografici di viaggio.

Ogni fotografia è costruita su alcuni elementi base.
Il più importante è il soggetto principale, ossia il centro di attrazione dell’intera immagine.
Ogni buona storia deve avere un protagonista con cui gli spettatori possano relazionarsi.
Può essere qualsiasi cosa o chiunque (il ritratto di un volto interessante o un albero solitario in un paesaggio), purché possa suscitare un’emozione negli spettatori.
Seguono gli elementi secondari, componenti che non hanno un ruolo primario, ma in qualche modo sono correlati al protagonista.
In genere sono utilizzati può aumentare o diminuire l’impatto dell’intera immagine sul pubblico, ma devono chiaramente essere sussidiari rispetto al centro di interesse principale.


Altri elementi che caratterizzano una bella foto, sono il primo piano…
Inserisci qualcosa in primo piano nella tua composizione per attirare l’attenzione dello spettatore sul soggetto principale.
Questa tecnica aggiungerà profondità alla tua immagine.
Nei paesaggi cittadini, l’elemento principale è solitamente lo sfondo stesso, con alcuni elementi secondari (una persona che passeggia, una fontanella d’acqua, ecc.).
Un esempio tipico è la foto di un tramonto, dove il sole è l’elemento principale e le colline distanti sono gli elementi secondari.


…e lo sfondo.
Saper utilizzare lo sfondo è di reale importanza nella composizione di un’immagine.
Ricorda, non è necessario che sia fondo sia perfettamente a fuoco, ma è assolutamente importante che sia privo di distrazioni ed errori.
Quando creiamo un’immagine, stiamo raccontando una storia e tutto ciò che non contribuisce alla narrazione dove essere rimosso.
È importante che il personaggio principale (o il punto focale) non sia offuscato da elementi di distrazione che distolgono l’attenzione dello spettatore.


Come determinare se un elemento in una foto distrae?
Eccoti un semplice esercizio per imparare a identificare un’immagine corretta.
Dove va prima il tuo occhio quando guardi l’immagine? …hai subito identificato il personaggio principale? …c’è qualcos’altro che ha catturato la tua attenzione?
Se qualcosa attira la tua attenzione prima del soggetto principale, è una distrazione.
Partendo da queste premesse, esamina alcune immagini di altri fotografi (Internet è ricca di foto) e cerca di identificare l’elemento/soggetto principale.


Successivamente, cerca gli elementi secondari che, anche se non sono il centro di attrazione dell’immagine, contribuiscono in qualche modo a renderla potente.
Ora arriva la parte più impostante: identificare gli elementi che distolgono l’attenzione dello spettatore.
Regola numero 1: Non lasciare che altri oggetti/soggetti distraggano.


Cerca oggetti grandi, particolarmente curiosi, insoliti e controversi.
Ti accorgerai che assumono quasi una vita propria e catturano subito la tua attenzione.
La prossima volta che fotograferai, rendi il tuo soggetto principale l’unico protagonista della foto.
Individua gli elementi con colori sgargianti o forme luminose.
Anche questi hanno attirato la tua attenzione.
Quando componi una foto, elimina tutti gli elementi inopportuni spostandoli dietro qualcosa o minimizza in altro modo il loro impatto (sfocatura).
Dai alla tua composizione un unico centro di interesse.


La scelta di una profondità di campo ridotta aiuta a rimuovere o sfocare gli elementi di sfondo che potrebbero distrarre.
Avvicinati al soggetto per vedere come ciò influisce sullo sfondo.
Elimina tutto ciò che potrebbe distrarre, ingrandisci o rimpicciolisci finché non trovi la composizione che funziona meglio.
A volte un elemento di disturbo non può essere evitato in fase di composizione.
Nulla vieta di rimuoverlo in post-produzione.


Conclusione: tutto dipende da te!
Sono sicuro che alcune immagini valgono certamente “…più di mille parole”, mentre molte altre valgono giusto qualche vocabolo.
Tieni presente che la fotografia non riguarda solo la giusta apertura, la nitidezza dell’obiettivo o le impostazioni della fotocamera, ma anche altri elementi più importanti come “voce”, “emozione” e “punto di vista”.
Quando crei un’immagine, stai raccontando una storia.
Affinché il racconto fotografico chiaro e non confuso, devi eliminare tutto ciò che è extra.
Conoscendo le regole di composizione e come individuare gli elementi base di una foto, potrai utilizzarle a tuo vantaggio e persino spingere la tua fantasia oltre ogni limite per essere davvero creativo.
Una buona pianificazione può fare la differenza tra una foto mediocre e una straordinaria.
Testo e foto di Alvaro Foglieni

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