Ti sei mai chiesto perchè a volte le tue foto sono sfocate?
Più che essere sfocate, le tue foto presentano del micro-mosso che le rende poco nitide, impastate, non definite.
Il motivo più comune è una bassa velocità dell’otturatore che trasforma ogni tuo movimento involontario in un fotogramma mosso.
Eppure hai fotografato giustamente in “priorità di tempo”, seguendo la regola: “la velocità di scatto dove essere uguale o superiore all’equivalente della lunghezza focale”.
Oggi questo consiglio ha perso un po’ di validità per via delle fotocamere ad alto contenuto di megapixel, che enfatizzano ancora di più le vibrazioni della fotocamera.
Avere un sensore con molti megapixel significa che vedrai più facilmente gli effetti del movimento della fotocamera o delle vibrazioni delle braccia.
Per eliminare il problema, dovrai mantenere la velocità dell’otturatore molto più alta della tua lunghezza focale.
Il movimento dei teleobiettivi è la principale causa delle immagini sfocate e ci sono diversi motivi che provocano la vibrazione.
Conoscerli può aiutare a prevenirli.

Quando fotografi, è molto importante reggere la fotocamera + il teleobiettivo in modo corretto.
Con una mano, sorreggi da sotto il teleobiettivo più avanti possibile in modo da ridurre le oscillazioni, mentre con l’altra sostieni la fotocamera.
In aggiunta, appoggia lo zigomo e la fronte contro il retro della macchina fotografica, per smorzare ulteriormente le vibrazioni.
Non schiacciare con forza il pulsante dell’otturatore, premi con un movimento lento e leggero.
Scatta sempre una raffica di fotogrammi, ti aiuterà a ottenere immagini più nitide poiché in genere le prime due o tre foto si scartano a causa della vibrazione sul pulsante al momento dello scatto.
Lo stabilizzatore d’immagine è un sistema che minimizza il tremolio involontario della mano e permette di realizzare immagini nitide.
E’ un sistema indispensabile per chi fotografa con lunghi teleobiettivi a mano libera.
La stabilizzazione dell’immagine consente anche di acquisire immagini nitide a velocità dell’otturatore tre, quattro o cinque volte più lente di quanto possibile in precedenza.
E’ importante ricordare però che il dispositivo contrasta solo il movimento causato dal fotografo e funziona solo se il soggetto è fermo.
Se fotografi degli uccelli in volo con la velocità di scatto errata (troppo lenta), avrai delle immagini sfocate anche con lo stabilizzatore attivo.


In un giorno di vento, un teleobiettivo può comportarsi come una vela.
Se ti ritrovi a scattare in condizioni ventose, agisci come segue:
– Togli il paraluce: ridurrai al minimo la superficie dell’obiettivo.
– Abbassati il più in basso possibile: offrirai meno resistenza alle raffiche di vento.
– Scatta più foto: non hai modo di sapere se la tua immagine sarà nitida o sfocata nel vento, quindi la soluzione migliore è acquisire fotogrammi aggiuntivi per aumentare le probabilità di ottenere un’immagine ben definita.
Se fotografi con un tele di lunghezza focale >/= 500mm, sei costretto a utilizzare un cavalletto.
La mia raccomandazione è di acquistare un modello in fibra di carbonio, con robuste gambe di grosso diametro per reggere meglio il peso della strumentazione fotografica.
Ricorda che un buon cavalletto deve ridurre al minimo il movimento, per cui non comprare mai un treppiede che ha una colonna centrale, non sarà mai stabile come uno senza.
È meglio avere un buon treppiede con gambe più lunghe.


Se la luce lo consente, mantieni la velocità dell’otturatore la più alta possibile, es. >/= 1/1250″.
Ciò potrebbe richiedere di aumentare la sensibilità ISO.
Esegui dei test in modo da sapere dove la qualità dell’immagine diventa così rumorosa che non vale la pena scattare.
Ricorda, è meglio avere un’immagine nitida a ISO 3200 a 1/500″, rispetto a un’immagine sfocata a ISO 100 e 1/15″.
La sfocatura è meno recuperabile in post-produzione rispetto al rumore creato dagli alti ISO.
In ogni caso, ricordati che il rumore digitale può essere ridotto o rimosso con Photoshop o Lightroom.
Presta attenzione alla profondità di campo.
Un tele molto luminoso (es. f/4) produce una profondità di campo molto ridotta e ciò comporta un margine di errore maggiore.
A grandi aperture infatti, potresti scoprire che il becco e gli occhi di un uccello sono a fuoco, mentre il corpo e la coda non lo sono.
In questi casi, per avere tutto il soggetto a fuoco, conviene impostare un’apertura più piccola (es. f/8).


Se stai fotografando un soggetto statico ti consiglio di scattare foto a differenti diaframmi. f/4, f/5.6, f/6.3, f/8 ecc. in modo di avere un mix di immagini da scegliere quando arrivi a casa.
Se riprendi un uccello in volo, scatta a f/8 per avere l’occhio e le ali a fuoco.
Se fotografi due soggetti che interagiscono fra loro, scatta a f/11 in modo di mantenere a fuoco i quattro occhi.
Negli ultimi due casi, per non avere il soggetto sfocato dal micro-mosso, scatta con tempi molto veloci (vedi punto 4).
Un altro motivo che contribuisce alle immagini sfocate sono le ondate di calore, causate dal Sole che riscalda il terreno o l’acqua.
Maggiore è la distanza tra te e il soggetto, maggiore sarà l’impatto delle ondate di calore.
Sulle ondate di calore hai pochissimo controllo e non c’è teleobiettivo che possa annullare l’effetto di disturbo.
Per contrastarle, puoi solo avvicinarti il più possibile al soggetto, meno distanza c’è tra te e il soggetto, meno sfocate saranno le tue immagini.
Un suggerimento: non utilizzare mai il tetto dell’auto come sostegno per la fotocamera, l’energia del Sole sarà riflessa dal metallo e creerà ondate di calore.


La causa principale delle immagini sfocate quando si scatta dall’auto è la vibrazione del motore.
In genere si appoggia il teleobiettivo sul telaio del finestrino, ma se il motore è ancora in funzione, le vibrazioni produrranno immagini confuse e con micro-mosso.
Spegni il motore e utilizza un bean-bag come supporto per smorzare il tremolio delle tue mani in fase di scatto.
Anche dopo aver seguito tutti i suggerimenti di cui sopra, aggiungo sempre un po’ di nitidezza alle mie immagini nella fase di post-produzione.
La buona qualità di una immagine dipende per oltre i 50% da una perfetta post-elaborazione e ridurre al massimo una sfocatura per dare maggiore definizione a una immagine è diventato un passo importante del processo fotografico.
Programmi come Photoshop o Lightroom offrono differenti sistemi per migliorare la messa a fuoco.
A mio modo di vedere, incrementare la nitidezza di una foto è una procedura standard per la maggior parte delle immagini naturalistiche.


Conclusioni: un’immagine nitida è qualcosa che impegna la maggior parte dei fotografi, ma non è sempre facile da ottenere.
Tieni presente che aumentare la nitidezza in post-produzione non migliorerà le foto sfocate poiché non ci saranno abbastanza dettagli con cui lavorare, quindi è meglio realizzare uno scatto perfetto sul campo ed evitare il problema in seguito.
Prestando attenzione a questi suggerimenti, hai molte più possibilità di realizzare un’immagine nitida.
La perfezione è nell’attimo: catturate l’essenza del movimento naturale senza esitare, ogni secondo è prezioso.
Testo e foto di Alvaro Foglieni

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