Anche tu quando stai fotografando un panorama fai di tutto per mettere in mostra solo il “luogo selvaggio” della veduta?
C’è molta bellezza e attrazione nelle aree selvagge e incontaminate, ma non è così facile trovarne una.
La verità è che “l’uomo è ovunque, non solo nelle città”.
Ora che conosci questa triste e dolorosa realtà, sfruttala a tuo vantaggio.
Cerca quei piccoli segni di presenza antropica e includerli nella foto facendo in modo che emerga l’armonia tra gli esseri umani e il mondo naturale.
La presenza di un elemento artificiale in un panorama naturale diventa lo spunto per raccontare la storia del rapporto uomo – natura.
Questo articolo vuole fornire l’ispirazione per fondere il mondo naturale e quello artificiale al fine di ottenere un’immagine fantastica.

Per alcuni puristi del paesaggio, gli oggetti creati dall’uomo non hanno posto nella fotografia di panorami naturali.
Tuttavia, alcune strutture artificiali come recinzioni, ponti ed edifici possono fungere da eccellente punto focale e sono un’ottima “spalla” in una foto di paesaggio.
A volte il manufatto presente nella scena è una semplice traccia, come una cassetta postale o l’impronta di uno scarpone sul sentiero.
In altri casi, l’oggetto assume un ruolo importante nella scena, ma ti assicuro che i paesaggi rimangono belli anche quando contengono recinzioni, strade o fienili.


Gioca con le dimensioni.
Fai in modo che l’oggetto risulti piccolo in confronto al vasto panorama naturale che lo circonda.
Darai alla composizione un senso di isolamento.
Non è sempre possibile dimostrare la vastità di un paesaggio enorme.
In queste situazioni, uno dei modi migliori per spiegare le reali dimensioni della scena è utilizzare elementi comunemente noti per il confronto, come una persona o una struttura artificiale.


Anche la stagione può drasticamente cambiare il messaggio.
Una baita di montagna in primavera circondata da molti fiori selvatici è invitante, mentre nel periodo invernale può sembrare vulnerabile e confermare che l’uomo non può trionfare sulle forze della natura.
Il lavoro nei campi ti offrirà sempre grandi spunti.
In assenza di sentieri, strade, case o recinzioni ricorda che puoi sempre inserire una persona.
Cerca di non realizzare una foto “posata”, ma fai interagire il soggetto con il paesaggio, ad esempio, sta guardando il paesaggio, si arrampica su un masso particolarmente impegnativo o scompare alla curva in un sentiero.


Ci sono però oggetti che è meglio non inserire nel panorama, come i rifiuti, il bidone della spazzatura o un parcheggio pieno di macchine.
Anche i cartelli stradali non aggiungono interesse a una foto, perché sono informativi e non proprio indicativi del rapporto umano con la natura.
Prova a scattare una foto in cui la natura è prominente e l’oggetto artificiale assume un ruolo secondario.
Quindi fotografa la stessa scena con i ruoli invertiti per vedere quale immagine è migliore.
Poi chiediti: cosa voglio ritrarre? … L’oggetto creato dall’uomo è qualcosa che esalta la natura o la degrada? …Si fonde con l’ambiente circostante o si distingue palesemente?


L’oggetto artificiale deve essere il tuo punto focale, quindi componi la foto posizionandolo in corrispondenza a uno dei punti di forza dettati dalla regola dei terzi.
Se l’elemento è una persona, fai in modo che guardi dalla parte opposta al bordo più vicino.
Conclusioni: la fotografia di paesaggio è in genere tutta incentrata sulla natura, ma a volte l’aggiunta di un manufatto o di una persona può davvero far risaltare le tue foto.
Questo non significa che si dovrebbe sempre cercare un elemento artificiale, ma se ce n’è uno sfruttalo!

Dettagli che fanno la differenza: Distinguiti nel mondo della fotografia paesaggistica catturando gli elementi unici che la natura offre.
Testo e foto di Alvaro Foglieni

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