Fotografare il Cannareccione

La prima cosa che devi fare, se vuoi praticare con successo la caccia fotografica, è … trovare degli uccelli! È indispensabile sapere dove fotografare, quali uccelli osservare in un dato ambiente, conoscere le loro abitudini e il loro comportamento.
Una risorsa utile per sapere dove fotografare gli uccelli è l’app BIRDSCOUT, che può fornirti molte indicazioni sui luoghi e sulle specie presenti in Italia.
In questo articolo, descrivo il comportamento e le tecniche fotografiche utili per ottenere splendide foto di uccelli nel loro habitat naturale.
Il protagonista del tutorial è il Cannareccione, un passeriforme da canneto, abbastanza diffuso nel nostro paese.

Il Cannareccione è un uccello migratore, che sverna nell’Africa tropicale.
A partire da aprile inizia la migrazione che dalle zone di svernamento lo porterà nel nostro territorio per la riproduzione.
Entrambi i sessi hanno un aspetto simile ed è difficile distinguere il maschio dalla femmina.
Già da inizio maggio, è possibile fotografarlo nel canneto.

Il Cannareccione predilige ambienti vicino all’acqua e in particolare i canneti e i cespugli di salici.
La specie ha una dieta varia, principalmente carnivora fatta di insetti e ragni.
Imposta la priorità di tempo, il valore dipende dalla velocità con cui il soggetto si sta muovendo e da ciò che vuoi ottenere (puoi scegliere di bloccare l’uccello o rivelarne il movimento).
Per congelare Il Cannareccione in canto, è necessario fotografare con un tempo di scatto >/= 1/1250″.

Il Cannareccione trascorre la maggior parte del suo tempo nascosto nel folto del canneto e la sua presenza è accertata dal richiamo.
Il momento migliore per fotografarlo è quando si mostra in cima alle canne o a qualche albero.
Ha piedi e zampe estremamente forti che gli consentono di aggrapparsi alle canne verticali mentre adottano una postura eretta.
È un classico la foto con le penne del capo sollevate, tipico dell’uccello che canta o è eccitato.

Il canto del Cannareccione è tipico e si riconosce facilmente.
I maschi cantano due differenti motivi, uno per attrarre le femmine e l’altro per difendere il proprio territorio.
Se l’esposizione risulta essere troppo scura, aumenta il valore ISO, un metodo molto efficace per perfezionare la luminosità di una foto.

Le femmine scelgono il compagno per la qualità del suo territorio (in base all’abbondanza di cibo e alle proprietà del sito di nidificazione), ma soprattutto perché attratte dalla potenza e dal repertorio di canzoni, che predice il successo riproduttivo.
Imposta la messa a fuoco automatica nel solo punto centrale e scegli la modalità AI Servo.
Mantieni l’area di messa a fuoco attiva sull’uccello tenendo premuto a metà il pulsante di scatto, la fotocamera seguirà il soggetto e regolerà automaticamente la messa a fuoco.
Seleziona lo scatto continuo ad alta velocità, per acquisire più fotogrammi al secondo.

Sono le femmine a costruire il nido e forniscono anche la maggior parte delle cure parentali.
Il nido, che è una profonda tazza cilindrica di erba tessuta grossolanamente, costruito a un’altezza fra i 50 e i 150 cm sopra l’acqua e attaccato a diversi steli di canna.
Il principale contributo dei maschi è la protezione dell’area di nidificazione dai predatori e il portare il cibo alle femmine che nidificano.

I Cannareccioni si riproducono dall’inizio di aprile e la deposizione delle uova avviene nella prima metà di maggio.
Le uova si schiudono dopo 14 giorni d’incubazione.
I loro nidi sono talvolta parassitati dal Cuculo comune.

È utile notare che i maschi di Cannareccione mostrano riluttanza ad avvicinarsi alle registrazioni dei loro canti.
Uno sfondo pulito può fare la differenza.
Se l’area dietro il soggetto è luminosa e caotica, il protagonista della foto andrà perso.
Un fondale più oscuro permetterà al soggetto di emergere.
Il trucco è trovare un Canareccione in pieno Sole e lo sfondo in ombra.
Esponendo per il soggetto principale, tutto il resto diventa più scuro.

Per rendere più avvincente la foto di un uccello, ritrailo nel suo nel suo ambiente.
Una grande fotografia naturalistica deve dire qualcosa del soggetto principale, non solo come appare.
Includere nella fotografia l’habitat che sta tutt’intorno al Cannareccione è un modo potente per farlo.

Conclusioni: i cambiamenti climatici e la perdita dell’habitat sono le principali ragioni della diminuzione del Cannareccione.
La riduzione e il deperimento dei canneti in seguito alle bonifiche o agli eccessivi tagli sono le cause più frequenti.
È quindi necessario che il fotografo della natura riesca a immortalare questo interessante uccello prima che sparisca definitivamente dai nostri territori.

Migliora la tua caccia fotografica con i consigli del Gruppo Fotografico Pixel di Natura.

Testo e foto di Alvaro Foglieni

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