Caccia fotografica vagante – Suggerimenti e trucchi – Parte II

Nel post precedente abbiamo scritto che “…alla difficoltà di avvicinarsi il più possibile all’animale, si somma la complessità della tecnica fotografica a mano libera”.
In questi casi, la messa in pratica di alcune semplici regole, favorirà il risultato finale:

1. Cercare un sostegno.
(È sempre meglio dare sostegno all’obiettivo, per evitare le foto mosse).

2. Appoggiare il corpo per avere maggiore stabilità.
(Piuttosto che restare in piedi, appoggiatevi ad un albero o fotografate sdraiati, seduti, inginocchiati o meglio ancora sfruttando un appoggio naturale).
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3. Cercare l’assetto migliore.

(Scattare la foto solo dopo aver raggiunto la piena stabilità del corpo.
Gambe divaricate e ruotare il tronco di 45° rispetto ai piedi).

4. Evitare l’affanno.
(La fatica, la stanchezza, il respiro ansimante sono sinonimi di foto mosse.
Cercare di controllare il respiro mentre si inquadra il soggetto.
In fase di pre-scatto e scatto, si suggerisce di rimanere in apnea per non trasmettere le vibrazioni della respirazione all’apparecchio fotografico).

5. Essere solidale con la fotocamera.
(Appoggiare contemporaneamente il viso alla macchina fotografica ed il braccio destro al torace.
Questa posizione favorirà la stabilità della fotocamera.
Inoltre, la faccia appoggiata alla macchina attutisce le vibrazioni provocate dallo scatto).

6. Premere dolcemente il pulsante di scatto.
(Durante l’ultima fase della messa a fuoco è opportuno iniziare ad esercitare una graduale pressione del pulsante di scatto.
Questo espediente favorirà la riuscita di foto ferme).

7. Super tele? No grazie!
(Dopo i primi tentativi deludenti, molte persone rinunciano a fotografare gli uccelli selvatici.
Non è però vero che ci vogliono attrezzature costose per ottenere immagini che non siano solo piccole macchie scure.
E’ molto più importante armarsi di pazienza e fare tanta esperienza.
Pertanto, invece di acquistare subito un super tele (es: un 600 mm), prendete in considerazione l’acquisto di “stivale di gomma ascellari” e di un capanno portatile.
Entrambi vi daranno risultati migliori, spendendo però solo l’uno per cento del costo di un teleobiettivo!).

8. Progettare le uscite.
(Preparare in anticipo i tempi, i luoghi e gli itinerari dell’escursione, significa avere maggiori possibilità di vedere e fotografare più uccelli.
Un viaggio programmato nei dettagli, riduce gli imprevisti e massimizza l’efficacia della visita).
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9. Vestirsi “ad hoc”.
(Il vestiario appropriato, meglio se mimetico, permette di avvicinarsi agli uccelli a vantaggio di una migliore fotografia.
Di contro, abiti non idonei, possono spaventare gli uccelli, con conseguente fallimento dell’osservazione).

10. Vicino a casa… ma non sempre.
(È vero che non è necessario andare lontano per vedere gli uccelli, ma è anche vero che se non si visita una nuova località, si perde l’opportunità di vedere molte più specie o di osservare uccelli conosciuti, impegnati in comportamenti diversi.
Un’uscita su campo può essere “semplice”, come provare un nuovo percorso in una località che già frequentiamo oppure “complicata”, come effettuare un tour in un paese lontano.
Una cosa è certa: in entrambi i casi si amplieranno i nostri orizzonti).

11. Osservare gli uccelli, partendo dai più comuni
(Può sembrare strano, ma si impara molto dall’osservazione degli uccelli più comuni.
Studiare il comportamento degli uccelli conosciuti e/o di quelli più facili da avvicinare, permette di identificare e capire meglio le movenze e le caratteristiche che rendono unica ogni specie.
Più conoscenza si è ha di una specie “familiare”, più sarà facile identificare un nuovo arrivato).
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12. Sempre informati
(Quando si pratica caccia fotografica vagante è molto importante essere sempre aggiornati sugli avvistamenti.
Navigando in Internet, iscrivendosi a mailing list, sfogliando le riviste di settore e partecipando a raduni organizzati da associazioni naturalistiche, si può venire a conoscenza di tutte le novità o di particolari avvistamenti utili al fotografo della natura.
A tale proposito l’app “BIRDSCOUT” pubblicizzata da EBN Italia, il più famoso sito italiano di birdwatching, vi permette di ricevere in tempo reale tutte indicazioni di avvistamenti suddivisi per località.
Una vera manna per il fotografo perché grazie a Birdscout, non perderà più un colpo).

13 Occhio al meteo
(In condizioni di molto caldo, freddo o umido, gli uccelli possono scomparire quasi del tutto.
Anche la pioggia ed il vento disturbano molto gli animali, oltre che rendere la vita difficile anche al fotografo.
In condizioni di bagnato, può essere difficile proteggere a fondo l’attrezzatura, mentre in giornate di vento gli spruzzi d’acqua e di polvere possono rovinare l’obiettivo ed il corpo macchina.
Il vento rende difficile ottenere immagini nitide, soprattutto quando si lavora a mano libera con lunghi e pesanti teleobiettivi).
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14. Vicino è meglio
(Anche se si dispone di un lungo teleobiettivo si otterranno immagini migliori, più dettagliate e più nitide, se ci si avvicina al soggetto.
Questo perché l’inquinamento, il calore e qualsiasi particella sospesa nell’aria può distorcere l’immagine.
In pratica: più aria ci sarà tra voi e il soggetto, più particelle deformanti ci saranno).

 

E’ utile far notare che gli uccelli sono estremamente difficili da trovare e ancora più difficili da fotografare in una posa ideale.
Tutte le foto di uccelli che vedete nelle riviste, sono il risultato di molte ore di paziente attesa, ma sono anche il risultato di molta preparazione.

 

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3 commenti

  1. Tutti consigli da mettere in pratica.
    Testati di persona e con risultati molto soddisfacenti.
    Il controllo della propria attrezzatura è molto importante.

  2. Io fotografo in analogico mi piace di piu cerco qualcuno che fotografa come me per consigli

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