Caccia fotografica vagante – Suggerimenti e trucchi – Parte I

Secondo me, la caccia fotografica vagante agli uccelli selvatici è uno svago tra i più belli e completi che esistono.
Lo dico non solo perché …”sono di parte” (pratico caccia fotografica da molti anni), ma perché è un passatempo che unisce la vita all’aria aperta con la passione per la fotografia, combina le capacità artistiche con il rigore delle regole, fonde la conoscenza scientifica degli animali con l’improvvisazione.
Inoltre, è un hobby che si può fare da soli o in compagnia.
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L’appagamento che si avverte quando si scatta una bella foto ad un uccello libero in natura, è unico!
Chi muove i primi passi nella caccia fotografia, impara ben presto quanto sia difficile questo genere di fotografia.
Per ottenere in breve tempo dei risultati soddisfacenti, non è possibile affidarsi al caso.
Oltre alla pratica, è necessario studiare, conoscere, leggere molti libri sull’argomento.
Tutte cose che necessitano tempo, costanza e pazienza.
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Questo tutorial nasce con lo scopo di fornire trucchi e suggerimenti per abbreviare il periodo di apprendistato.
Una cosa è certa: la messa in pratica di queste semplici regole, favorirà il risultato finale.

Fotografare con successo gli animali selvatici vagando allo scoperto in un bosco, sulle rive di un fiume e sulle sponde di un lago, è certamente un’impresa non facile.
In generale, le più belle foto sono quelle in cui l’animale è così vicino da riempire totalmente il fotogramma.
Questo non significa che sia necessario possedere un super teleobiettivo.
Avvicinare un soggetto, vuol dire che fisicamente ci si accosta a lui.
Riuscire ad avvicinare un uccello non è facile, gli uccelli hanno un’ottima capacità visiva (fino a 8 volte migliore di un uomo).

Pertanto l’unico modo per avvicinare gli uccelli e fare una bella foto è:
• essere i più silenziosi possibile,
• non dare nell’occhio,
• essere sempre pronti a scattare la foto

Silenziosi
Se tentate di avvicinarvi ad un uccello in modo furtivo, dovrete essere il più silenziosi possibili perché qualsiasi rumore lo avviserà della nostra presenza: la rottura di un ramoscello o il click dell’otturatore lo spaventeranno e volerà via.
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Praticamente quando noi lo vediamo, lui ci ha già visto da molto tempo.
Stando così le cose, l’approccio migliore per avvicinarci è quello di essere semplicemente visibili e non nascosti.
Se sapete di fare rumore, non mascheratelo.
A volte, è meglio essere rumorosi.
Non andate direttamente verso l’uccello, ma seguite una traiettoria indiretta e tortuosa.
In lui ci deve essere curiosità, non paura.
Se mentre state camminando vedete un uccello, non modificate immediatamente la velocità di camminata, ma rallentate leggermente, in modo che l’uccello non rilevi improvvisi cambiamenti nel vostro comportamento.
Non fate movimenti improvvisi.
Se dovete alzare la macchina fotografica per scattare una foto, fatelo molto lentamente.
La vera strategia è: “Non guardare, non muoverti e non sembrare un predatore”.

Passare inosservati
Fate intendere agli uccelli che non siete un predatore, ma solo un qualunque innocuo “mammifero” che saltella su un terreno non familiare e ogni tanto li guarda.
Ricordate che agli uccelli non piace essere osservati troppo a lungo.
Pertanto, non concentratevi su un unico uccello e non osservatolo con insistenza per troppo tempo.
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I predatori fissano, i fotografi guardano.

Fate capire agli uccelli che voi avete solo una vaga curiosità su di loro.
Vedrete che si rilasseranno, tornando alla loro normale routine.

Pronti a scattare la foto
Appena vedere un uccello, cecate di inquadralo immediatamente con la fotocamera.
Se s’invola, seguitelo usando l’obiettivo come se fosse un binocolo.
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Avere l’animale sempre nel mirino, è un trucco che vi farà scattare più foto del normale.
Gli uccelli sono veloci, imprevedibili, agili e se faranno qualcosa di interessante da fotografare, voi sarete subito pronti a schiacciare il tasto dell’otturatore.
Raramente avremo tempo di portare la macchina fotografica all’occhio, inquadrare e fotografare.

Alla difficoltà di avvicinarsi il più possibile all’animale, si somma la complessità della tecnica fotografica a mano libera.
Di questo e di altri argomenti, parleremo nel prossimo articolo.

… CONTINUA

Autore: Alvaro

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Nessun commento

  1. Giustissimo Alvaro… Andare a caccia fotografica è bello e molto divertente. Inoltre alla capacità fotografica si deve unire quelle tradizioni di caccia che per me, figlio e nipote di cacciatori, sono come un ritorno alle origini.

  2. Concordo in tutto quello che scrive Alvaro.
    Partendo dall’inizio, anche per me la caccia fotografica unisce la grande passione per gli uccelli da fotografare con la sensazione di completo relax che provo passeggiando in natura.
    Mi appassiona questa sfida nei termini piu’ dolci che ci sia con gli uccelli per riuscirli a catturarli nel mio obiettivo.Vincono quasi sempre loro , questi animali inteligenti e molto schivi , e come dice Alvaro bisogna anche prepararsi per la caccia fotografica.
    Sapere dove andare, come comportarsi e quali abitudini hanno le varie specie di uccelli.
    Insomma a me la caccia fotografica completa in pieno la mia vita oltre le altre attivita’ quotidiane.
    Viva la caccia fotografica 🙂

  3. Bellissimo articolo! Io ho sempre amato stare nella natura, camminare, osservare, riconoscere fiori e alberi, ricercare erbe medicinali, funghi, bacche. La caccia fotografica a cui mi sono dedicata in questi ultimi mesi, la fotografia di uccelli, è stata una scoperta ancora più emozionante, che ha assorbito i momenti liberi e mi ha spinto a studiare e a dedicarle sempre più spazio.

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