Il rapporto tra padronanza tecnica e creatività è complesso.
Acquisire competenze e abilità con le tante funzioni della fotocamera può migliorare la creatività perché consente una maggiore scioltezza nella scelta delle impostazioni, ampliandone le possibilità.
Di contro, un’attenzione ossessiva alla tecnica può limitare la fantasia del fotografo limitandone l’esplorazione oltre la soglia della “comfort zone”.
Ci sono argomenti ragionevoli su entrambi i fronti, ne parlo in questo articolo.

La conoscenza genera creatività.
Quando il fotografo ha la profonda conoscenza delle tanti funzioni della propria strumentazione fotografica, può scattare in modo disinvolto senza impantanarsi nei tanti tasti e ghiere.
Tutta la sua concentrazione sarà dedicata alla composizione.
La conoscenza delle tante funzioni della fotocamera libera la fantasia e la creatività dell’autore.
La padronanza tecnica permette al fotografo di dedicarsi unicamente all’aspetto artistico.
Senza la conoscenza tecnica, non ci sarebbe genialità e innovazione.
La competenza tecnica espande ciò che la fantasia è in grado di immaginare.


La padronanza tecnica della propria fotocamera consente al fotografo di comprendere i confini e i vincoli del suo strumento.
Conoscere i limiti permette di spingersi oltre gli stessi limiti.
Le competenze e la conoscenza delle tecniche fotografiche spingono il fotografo a correre dei rischi.
Chi ha memorizzato le funzioni fondamentali della propria strumentazione fotografica, può assumersi più comodamente rischi creativi.
Avere delle basi solide, spinge a realizzare immagini originali.


Di contro, l’ossessione per le regole può limitare la fantasia.
A volte, i fotografi sono così ossessionati dal perfezionamento della tecnica fotografica da perdere di vista la creatività e l’emozione.
La loro visione viene imbottigliata dal “si può fare” o dal “non si può fare” piuttosto che esplorare oltre le normative.
Quando i fotografi si innamorano delle loro conoscenze tecniche, cadono nella trappola di mostrare solo la loro preparazione piuttosto che usare la creatività per stupire.
Il loro lavoro finisce col mettere in risalto la tecnica piuttosto che la fantasia.


La troppa prudenza sostituisce l’intuizione.
Ragionare e fotografare solo in funzione della tecnica fotografica può soffocare l’intuizione e la spontaneità.
Il colpo d’occhio e l’istintività sono scintille creative vitali.
Scatti troppo rispettosi delle regole, perdendo la magia intuitiva.
Una creazione ridotta a semplice esecuzione di regole, riduce il processo creativo a un banale compitino.
L’immagine si trasforma in una realizzazione senza esplorazione, senza il fascino della scoperta.


La padronanza tecnica migliora la creatività, ma troppe regole limitano la fantasia.
L’ideale è un punto di equilibrio in cui la conoscenza potenzia l’immaginazione, ma non la sottomette.
La maestria senza l’inventiva produce immagini spente, mentre la creatività senza abilità genera scatti sterili.
La tecnica e la fantasia danno il loro meglio quando sono usate insieme.
Conclusione: se alla prossima foto ti ritrovi a pensare: “faccio questo scatto perché voglio usare un’apertura ampia, …una profondità di campo ridotta, …un punto di vista basso, …realizzare una giustapposizione…”, fermarti!
Rimetti la fotocamera nella borsa, siediti e guarda cosa c’è di fronte a te.
Cosa attira la tua attenzione? Cosa vuoi ricordare? Cosa vuoi mostrare agli amici a casa?
Solo dopo aver risposto a queste domande, riprendi la fotocamera e pensa a come utilizzarla al meglio per realizzare quello che vuoi dire.

La composizione è chiave: cercate linee guida naturali che conducano lo sguardo verso il vostro soggetto principale.
Testo e foto di Alvaro Foglieni

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