In viaggio senza stress

A volte, voler portare a casa dei bei ricordi fotografici durante una gita, può diventare uno stress!
Oltre a capire cosa vedere e dove andare, devi decidere le giuste impostazioni della macchina fotografica, …l’esposizione in funzione dell’illuminazione, …cosa inserire nella composizione, …cosa mettere a fuoco.
Troppa roba tutta insieme! Le fotocamere digitali sono strumenti che se non li conosci bene, possono farti aumentare l’ansia e il malumore.
In questo articolo ti suggerirò come compiere un tour fotografico divertente e …senza pensieri!

Sei in viaggio e le foto non vengono come vorresti.
Premi tutti i pulsanti cercando quella funzione che sai di avere, ma …non la trovi.
Provi l’impostazione “che ti sembrava quella giusta” e ovviamente …non va!
Non è certo il momento più opportuno per imparare a usare la fotocamera.
Avresti dovuto farlo mooolto prima di metterti in viaggio!

Se non vuoi avere problemi con la tua fotocamera, leggi il manuale d’istruzioni!
Hai ragione, è noioso, con un’infinità di termini tecnici che non entrano in testa e troppe pagine ricche d’informazioni che si dimenticano subito.
Ma è fondamentale per conoscere e saper utilizzare tutte le funzioni della tua macchina fotografica.
Leggilo e soprattutto prova una dopo l’altra tutte le modalità e i pulsanti.

“Ok, non l’ho letto e adesso come faccio?”
Chiediti quale impostazione conosci e sai utilizzare….e comincia usando quella.
Oppure, più semplicemente, usa la modalità “Automatico” per l’intero viaggio.
Per maggiori chance, scatta molte foto a ogni soggetto.

Forse i risultati non saranno eccezionali, ma non perderai nessun ricordo.
Poi, …non guardare sempre i tuoi scatti con occhio critico.
Fai così: dai un’occhiata subito dopo averle scattate per vedere come sono venute, ma aspetta un giorno prima di decidere se tenerle o cancellarle.
Pensa al potenziale nascosto… non solo a come appare.
Nessuno è perfetto senza un po’ di lavoro!

È facile sottovalutare il tempo necessario per spostarsi da un luogo all’altro, soprattutto in una località ricca di turisti.
Quando calcoli il tempo per andare dal punto “A” al punto “B”, aggiungi sempre il 50% in più, specialmente se devi raggiungere la tua destinazione in un momento specifico (es. tramonto sul lago).
Se arrivi presto, è certo che troverai comunque qualcosa d’interessante da fotografare.

Mentre passeggi per i vicoli, pensa ai suoni, ai colori, alle strutture, alle persone, ai profumi.
Cammina lentamente e lascia che tutti i tuoi sensi si attivino.
Ogni tanto, solleva la fotocamera e scatta una foto.
Respira, rilassati, divertiti!
Se ti godi il momento, ti ritroverai con molte più foto.

“OK, ma …fotografare cosa?
Tutto!
Angoli pittoreschi, prospettive, momenti, persone, dettagli, ricordi, lo sky-line, il cibo, i compagni di viaggio, ecc.
Scatta foto da diverse angolazioni a ogni soggetto e poi passa alla prossima opportunità.
Se rallenti e “senti” quello che stai vivendo, le tue foto lo rifletteranno.

Concedi anche del tempo per “NON” scattare le foto!
Non puoi vedere tutto … e fotografare tutto!
Invece di correre al prossimo museo, alla prossima cattedrale, alla prossima tappa…siediti in un bar, ordina da bere, guarda la gente che passa.
Anche questo fa parte del “pacchetto” del tuo viaggio.
E mentre ti rilassi, non usare la fotocamera!

Stai facendo tutto bene e poi …dimentichi la scheda di memoria nella stanza d’albergo.
Oppure, ti rubano la fotocamera con tutte le tue foto del viaggio al suo interno.
Non rischiare, usa più di una scheda di memoria, anche se non sono piene.
Meglio ancora, pensa a un laptop e a un hard-disk portatile su cui salvare le foto del giorno prima.

Conclusioni: decidere di leggere il manuale d’istruzioni della fotocamera e fare pratica con essa prima del prossimo viaggio, è un buon punto di partenza.
In viaggio immergiti nell’atmosfera del luogo e scatta un sacco di foto.
Comunque vada, saranno dei simpatici ricordi fra 20 anni!

Usa la luce naturale a tuo favore: cogli l’essenza del tramonto o dell’alba per donare alle tue foto una qualità magica.

Testo e foto di Alvaro Foglieni

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