Sto visitando un museo d’arte e mentre osservo alcuni dipinti contenenti più soggetti, noto che certi personaggi fissano direttamente lo spettatore, mentre altri guardano altrove.
Da questa osservazione, nascono alcune domande: “È meglio che il soggetto guardi la fotocamera o va bene anche se guarda da un’altra parte?
Se l’uccello non guarda, significa che è tranquillo e non mi teme?
Se il protagonista guarda altrove, è preferibile che tenga il muso puntato verso la telecamera e distolga lo sguardo solo con gli occhi?
Far guardare o non guardare in camera è una delle decisioni più importanti che devi prendere quando realizzi un ritratto.

Noi umani cerchiamo il volto e lo sguardo di altre persone.
Gli occhi ci permettono di leggere le emozioni, l’intenzione e il carattere di un soggetto, chiunque esso sia: umano, animale o un dipinto.
Se l’animale sta guardando direttamente la fotocamera, è difficile ignorarlo: diventa il punto focale dell’immagine.
Ci sono diversi motivi per cui un uccello guarda direttamente in camera.
Comprendere i loro motivi e comportamenti può fornire informazioni su come realizzare splendidi ritratti.
Gli uccelli hanno una visione binoculare che consente loro di giudicare la distanza di un pericolo.
Quando percepiscono una minaccia come una fotocamera, misurano con attenzione quanto sia vicino.
L’osservazione diretta aiuta a identificare se è realmente temibile.


Guardare la fotocamera frontalmente consente una composizione simmetrica più lusinghiera.
Viene mostrato l’intero muso, accentuando gli occhi, catturando le luci e il becco.
Se il capo è girato di lato, si perde parte della simmetria facciale e l’ombra oscura i dettagli.
Un uccello che guarda direttamente la fotocamera crea una connessione intima con lo spettatore.
Il contatto visivo crea un rapporto e attira lo spettatore nel mondo interiore del soggetto.
Avere l’uccello che guarda direttamente nell’obiettivo renderà immediatamente il tuo scatto più intenso.
Guardare la fotocamera equivale a guardare direttamente negli occhi lo spettatore e questo crea una connessione più forte e più diretta tra l’animale fotografato e la persona che visualizza la foto.


Perché a volte un uccello distoglie lo sguardo e non guarda più in camera?
È un comportamento che deriva più dalla prudenza che dalla paura.
L’uccello sta monitorando l’ambiente circostante alla ricerca della migliore via di fuga.
Rompe il contatto visivo diretto ma non cessa l’attenzione, mantiene infatti la fotocamera nella sua visione periferica.
Per noi fotografi lo sguardo distolto può trasmettere mistero e curiosità: l’uccello appare più interessato a quello che sta avvenendo altrove.
Per l’animale è la timidezza, la paura a giocare un ruolo importante: il timore di avere a che fare con un oggetto nuovo lo rende insicuro.
La distrazione visiva aiuta ad alleviare lo stress.
Guardando il fogliame, il cielo o i compagni vicini, prendendo delle pause mentali dall’attenzione prolungata alla telecamera.


Distogliere lo sguardo può trasmettere un momento sincero e spontaneo.
Un uccello che guarda la macchina fotografica può anche trasmettere il suo innato timore verso l’umano.
Una testa che guarda di lato invece può evocare un senso di curiosità e simpatia.
Gli uccelli che si guardano a vicenda formano le proprie connessioni e narrazioni separate dallo spettatore.
Osserviamo scambi intimi al di fuori della nostra comprensione.


C’è solo un pericolo se il soggetto non guarda in camera.
Il protagonista è proprio di fronte a te, ma guarda altrove!
Viene naturale chiedersi: “Cosa diavolo sta guardando?”
Conclusioni: connettersi con la fotocamera crea coinvolgimento mentre distogliere lo sguardo aggiunge umore, drammaticità e mistica.
Cosa è meglio fare, dipende dalla sensazione e dal messaggio desiderati del ritratto.
Entrambe le tecniche hanno i loro meriti per produrre fotografie avvincenti e ponderate.

La perfezione è nell’attimo: catturate l’essenza del movimento naturale senza esitare, ogni secondo è prezioso.
Testo e foto di Alvaro Foglieni

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