Tutorial: “Analizzare una bella foto”

Navigando in Internet e frequentando alcuni gruppi Facebook, ti accorgi quanto sia diffusa la fotografia naturalistica.
Scattare una foto agli uccelli, a un fiore o a un panorama è oggi alla portata di tutti gli appassionati di fotografia e amanti della natura.
Purtroppo, la qualità di certe immagini non è delle migliori.
Capita però che fra le tante foto “cartolina”, tutte uguale e senza creatività, qualcuna emerga dalla massa e attiri la mia attenzione.

Cos’ha di diverso quell’immagine?
Una bella foto naturalistica non è solo frutto di semplici conoscenze tecnologiche come la velocità di scatto, l’apertura/chiusura del diaframma e il giusto valore di ISO da impostare.
C’è molto di più.
La capacità di inquadrare nel giusto modo un panorama o un animale, va oltre il puro talento dell’autore.
Una foto che ti fa esprimere “…Wow che bella!”, ha qualcosa di indefinibile che ti coinvolge emotivamente.

Pratico questo hobby da 40 anni e posso dire che le foto “capolavoro” hanno degli elementi comuni che le fanno emergere dalla massa.
Il più delle volte l’immagine è il risultato di ore di pratica sul campo e di scrupolosa attenzione a tutti gli elementi presenti in una scena.
Nulla è lasciato al caso.
Tutto è studiato nei minimi particolari.

Di seguito troverai alcuni spunti che se messi in pratica ti permetteranno di scattare delle foto più intriganti ed attraenti.

La luce
Sicuramente la qualità della luce è uno dei fattori determinanti per il successo di un’immagine.
L’intensità, la tonalità e l’angolazione della sorgente luminosa possono creare o distruggere la foto.
Tutti i manuali di fotografia suggeriscono di scattare le foto al mattino presto e il tardo pomeriggio quando la luce è angolata, più calda e più soffusa.
È più difficile scattare una buona foto nel bel mezzo di una giornata luminosa e limpida.
Le immagini avranno con un contrasto eccessivo.
Con il Sole alto nel cielo, le aree chiare tendono a uniformare i dettagli in una macchia bianca e le ombre diventano nere e coprono tutti i particolari.
In queste condizioni di luce è veramente difficile far risaltare tutto il colore di un panorama o la trama del piumaggio del un uccello.

Molto meglio avere la fonte di luce dietro le tue spalle o leggermente su un lato.
In questo modo, il tuo soggetto apparirà come tridimensionale nella foto.
Aggiungo che anche il soggetto in controluce raramente funziona bene a meno che tu non stia deliberatamente cercando una silhouette.

Regole di composizione
Se analizzi una foto che ha ricevuto grandi riconoscimenti dalla critica, ti accorgerai che il protagonista non è mai al centro esatto del fotogramma.

Per una foto di successo è visivamente più stimolante vedere l’uccello su un lato della composizione, meglio se rivolto verso l’interno.
In questo caso, gli occhi dell’osservatore seguiranno spontaneamente e in modo del tutto naturale, lo sguardo dell’animale.
Questa regola è ancor più importante se il soggetto è in volo: lascia dello spazio davanti ad esso in modo che l’uccello abbia …un posto dove andare.

La “Regola dei terzi” (termine tecnico che identifica come sistemare il soggetto nella foto) suggerisce anche che è meglio evitare di posizionare l’orizzonte di un panorama al centro di un’immagine, come a tagliare a metà l’immagine.
È molto meglio inquadrare l’orizzonte nel terzo superiore o inferiore del fotogramma.

Non è necessario disporre di una fotocamera super accessoriata e di un obiettivo costoso per ottenere foto di qualità.
E’ sufficiente assemblare gli elementi presenti sulla scena secondo i metodi e i criteri di composizione fotografica.
La “regola dei terzi” non tradisce mai!

L’ambiente
Tutti gli elementi estranei al soggetto principale possono migliorare o sminuire una composizione.
Rami, arbusti, rocce, elementi urbani e fiori possono essere fonte di distrazione o se usati ad arte, contribuiscono ad incorniciare il protagonista all’interno del fotogramma.
Partiamo dal presupposto che gli uccelli non vivono nel vuoto.
Mostrare l’ambiente dove vive una determinata specie è il modo migliore per far capire le sue abitudini ed il suo comportamento.
Ovviamente si dovrà evitare che l’elemento di contorno (es. il rametto o il palo della luce) diventi un fattore di disturbo.
Anche uno sfondo troppo caotico distrae lo spettatore.
In questi casi, aprire il diaframma al massimo permetterà di sfocare lo sfondo e far risaltare il soggetto principale.

La stesso vale per i panorami.
La presenza umana in un paesaggio è una ricchezza, non un disturbo!
Il passo successivo e molto interessante di queste foto ambientate è la possibilità di raccontare una storia.

Conoscenza
Per essere un bravo fotografo di uccelli è indispensabile conoscere …gli uccelli.

Comprendere il comportamento di una specie significa sapere dove trovarli, capire cosa faranno e prevenire ogni loro mossa.
Ho fatto una verifica su Internet ed ho notato che gli scatti più premiati dal pubblico e dagli esperti, solo quelli che mostrano un animale durante la sua quotidianità.
Svelano un atteggiamento sconosciuto, rivelano cosa fa in una determinata situazione, raccontano il modo di agire di fronte ad un evento.
Solo conoscendo bene la vita e le abitudini di una specie, si può cogliere “il momento”.

Il segreto per migliorare i propri scatti di “caccia fotografica” è passare molto tempo sul campo ad osservare e capire come si comportano gli animali.
La bella foto sarà una conseguenza naturale!

Conclusioni
Una cosa è certa, una “foto da favola” è sempre una combinazione di azione, emozioni, colori e conoscenza della materia.
Non accontentarti di semplici istantanee, ma studia con calma la scena e imposta la composizione ideale.
Magari, parti mettendo in pratica le considerazioni scritte sopra.

Testo e foto di Alvaro Foglieni

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