Progetto fotografico: “Predatori notturni”

Nuovo progetto fotografico: la descrizione e le foto dei “rapaci notturni” italiani, predatori alati che hanno scelto di vivere la notte in modo diverso rispetto agli altri uccelli.

Fra i tanti uccelli che ho osservato, i rapaci notturni hanno sicuramente un posto d’onore nel mio archivio fotografico.

Sono i predatori alati che più mi hanno affascinato!
Cacciatori temibili, si sono evoluti nel tempo adattando la loro esistenza e sviluppando armi micidiali, uniche:
– udito molto sviluppato = li aiuta a localizzare le prede nella più totale oscurità,
– occhi sensibili = vedono chiaramente anche in condizioni di scarsissima luminosità,
– remiganti coi bordi sfrangiati = attutiscono il rumore così possono volare senza essere sentiti,
– occhi grandi e collocati in posizione frontale = per una visione binoculare,
– Artigli poderosi e becco robusto = con cui catturano e trattengono le prede.

Per non dimenticare inoltre che i rapaci notturni sono soliti ingoiare la preda intera.
Le parti digeribili vengono assimilate mentre ossa, pelo, piume, becco ed esoscheletri di insetti viene rigurgitato sotto forma di pallottole, denominate “borre“.

In Italia, nell’arco di un anno, è possibile osservare 10 differenti specie di rapaci notturni:
• Civetta
• Gufo comune
• Barbagianni
• Assiolo
• Allocco
• Gufo reale
• Civetta nana
• Civetta capogrosso
• Gufo di palude
• Allocco degli Urali

Di tutti ho sentito il canto in natura almeno una volta, di alcuni ho avuto modo di osservarli attentamente e scattare più di una semplice foto.

Di seguito troverete brevi schede descrittive dei rapaci italiani, classificati in odine di dimensione (dal più piccolo al più grande):

Civetta nana

La Civetta nana è la più piccola civetta europea, abbastanza comune nei boschi di conifere delle Alpi centro-orientali.
E’ un’abile cacciatrice che si nutre di piccoli uccelli e micro-mammiferi.
Il bosco maturo è il suo habitat ideale perché trova riparo, cibo e luoghi per la nidificazione.
La si può trovare senza difficoltà fino ai 2000 metri di quota.
Per il fotografo è una specie facile perché:
– è attiva anche di giorno
– ha un richiamo continuo e ritmico (ricorda l’Assiolo) ripetuto da mattina a sera
– in volo ricorda il picchio: volo lungo e ondulato
– È sedentaria
– Nidifica nelle tane dei Picchi (buchi sui tronchi).

 Assiolo

L’Assiolo è un piccolo rapace notturno, con le dimensioni di un Merlo.
Migratore abituale, arriva in Italia a fine aprile, per nidificare.
Si nutre quasi esclusivamente di insetti (90% della sua dieta complessiva).
Non è una specie facile da fotografare per via delle dimensioni, delle sue abitudini prettamente notturne e dal piumaggio estremamente mimetico.
Lo si rintraccia tramite il caratteristico richiamo notturno, monotono, continuo, ripetuto ogni 3 secondi (chiù chiù) durante le caldi notti estive.
Vive, caccia e nidifica nei boschi presenti lungo tutta la fascia costiera della nostra penisola.
E’ presente anche nei giardini in città e nelle aree interne dell’Italia meridionale fino a 1300 mt di altitudine.
Quando allarmato, assume una postura eretta e rizza i grossi ciuffi auricolari.

Civetta capogrosso

La Civetta capogrosso è più comune di quello che si pensa.
Abita esclusivamente le Alpi, più specificatamente le foreste di conifere.
Anche se abbastanza confidente con l’uomo è difficile da fotografare, perché è elusiva, piccola ed ha abitudini tipicamente notturne.
Caccia infatti solo di notte senza problemi grazie alla vista particolarmente sviluppata ed al suo udito finissimo, in grado di cogliere il più piccolo rumore.
Due importanti caratteristiche per le permetto di catturare la preda anche in assenza di luce.
In genere si localizza all’inizio della primavera, grazie al ripetuto richiamo territoriale che si sente in piena notte fino a 3km di distanza e anche perché spesso è in attività in pieno giorno.
Nidifica sugli alberi, nelle tane abbandonate del Picchio nero.

Civetta

La Civetta è uno dei rapaci notturni più diffusi in Europa.
Comunissima in Pianura Padana, si adatta facilmente a vivere in ogni luogo: ambiente urbano, campagna, coste e montagna.
E’ facile fotografarla perché è un uccello attivo anche di giorno, non teme l’uomo ed è abitudinario (usa spesso lo stesso posatoio).
La si osserva con frequenza in campagna posata sui pali e sui fili, sul tetto di qualche edificio rurale o su uno steccato di recinzione.
E’ una specie sedentaria e caccia in un raggio d’azione di pochissimi chilometri dal nido.
Le prede sono varie: piccoli roditori, uccelletti, grossi insetti, vermi, rane, lucertole, ecc.
Il volo è ondulato (ricorda il Picchio) rapido anche se non molto agile.
Il nido può essere posto in una cavità dell’albero e in un luogo riparato di un fabbricato (buco nel muro, anfratti in soffitte).
La deposizione avviene fra aprile e maggio.
Lo sguardo è magnetico, severo, gli occhi sono gialli.

Barbagianni

Il Barbagianni è uno rapaci notturni più noti al mondo.
E’ facilmente riconoscibile grazie al suo elegante bicolore bianco e ocra ed alla curiosa forma a cuore della faccia.
Ha abitudini notturni e non è facile da vedere né da localizzare.
Infatti, rispetto agli altri rapaci notturni, ha un canto debole, udibile solo a breve distanza.
Un tempo abbondante oggi è una specie fortemente in declino (traffico, urbanizzazione delle zone rurali e l’uso dei pesticidi che hanno sterminato la micro fauna).
E’ una specie tipica di pianura che abita le zone agricole aperte e ama le aree incolte sulle quali vola basso, in cerca di prede.
Il volo è silenzioso e le zampe, molto utili nella caccia, sono spesso pendenti.
Si nutre prevalentemente di arvicole, topolini e piccoli uccelli.
Cacciando al buio ha nell’udito la sua arma vincente.
Grazie alla particolare conformazione della faccia, che fa confluire le onde sonore verso le orecchie, il Barbagianni
riesce a percepire anche a notevole distanza, un fruscio fra l’erba causato dal passaggio di un micro roditore.
Nidifica da aprile a maggio nei casolari abbandonati, nelle soffitte delle cascine, nei fienili, nei grossi fori degli alberi, nelle cavità delle rocce, sui campanili, ecc.
E’ stanziale e non teme l’uomo, con il quale si è integrato perfettamente.

Gufo comune

Il Gufo comune è rapace notturno di medie dimensioni, diffuso in tutta Italia.
Il piumaggio è fulvo e marrone, con striature scure e chiare.
Gli occhi sono grandi, entrambi posti anteriormente, con l’iride giallo-arancio.
E’ una specie solitaria, tranne in inverno quando si riunisce e forma dormitori (roost) anche numerosi, utilizzando grandi alberi posti spesso in giardini cittadini.
Da dicembre a febbraio, i gufi trascorrono tutta la giornata nel roost, e solo alla sera (hanno abitudini prevalentemente crepuscolari-notturne) s’involano per andare a caccia.
Conoscere la posizione di un dormitorio è molto importante per un foto-naturalista, perché i gufi rimangono sullo stesso albero tutto l’inverno e spesso restano fedeli alla stessa pianta anche negli anni futuri.
Questo assicura al fotografo la possibilità di scatti sempre diversi e ben composti.
Fotografarli in natura è sempre molto difficile, perché sono animali molto mimetici e vivono aree ricche di alberi.
Anche la localizzazione tramite il richiamo diventa difficoltosa.
Il maschio emette un suono debole, leggero, monotono.
Canta poco anche nella stagione riproduttiva, per cui è difficili da contattare.
Caccia in zone boscose ed alberate, alimentandosi con piccoli roditori, uccelletti, rettili, anfibi e grossi insetti.
Ha un volo tranquillo, fatto di battiti veloci e lunghe planate.
I caratteristici ciuffi auricolari non sono le vere orecchie, ma penne che l’animale muove per comunicare il suo stato d’animo (es. allarme).
I Gufi comuni nidificano nei boschi, nei nidi abbandonati dei corvidi (cornacchia grigia), nelle cavità degli alberi e nei nidi degli scoiattoli.
Il periodo della riproduzione è da marzo a luglio.

Gufo di palude

Il Gufo di palude è un uccello migratore.
Si riproduce nel Nord Europa ed è presente in Pianura padana solo nel periodo invernale.
Può essere osservato con facilità nei pressi dei roost della bassa parmense, nel delta del Po e nei litorali toscani.
E’ una specie attiva anche di giorno, che si nutre di piccoli mammiferi, uccelli e grossi insetti (ha un debole per le arvicole).
A differenza di altri rapaci notturni, inizia a cacciare nel pomeriggio fino all’imbrunire e smette quando è notte.
Quando caccia diventa un soggetto facile da fotografare, grazie al suo caratteristico metodo di ricerca del cibo: vola basso a pochi metri dal suolo, esplorando il terreno sottostante.
L’andatura è lenta, silenziosa, ondeggiante, un misto di planate (ali sollevate a “V”) ed energici e rigidi battiti.
Spesso si ferma per focalizzare meglio le prede facendo lo “spirito santo” e una volta individuate sul terreno, si lancia in imprevisti e spettacolari cambi di direzioni.
Diventa invece difficile da individuare quando si riposa sul terreno, per via dei suoi colori mimetici e del piumaggio dai disegni variegati.
L’habitat preferito sono le zone paludose, le pianure coltivate, lande incolte, le brughiere e più in generale le zone aperte con abbondante copertura vegetale.

Allocco

L’Allocco è il più comune e diffuso rapace notturno europeo.
In Italia è presente con due tonalità di colore differenti: fase rossa e fase grigia.
Ha abitudini tipicamente notturne e di giorno sonnecchia rasente il tronco di un albero dove si mimetizza perfettamente grazie al suo piumaggio che si confonde molto bene con la corteccia della pianta.
Diffuso dal livello del mare a 1500mt di altezza, frequenta i boschi ricchi di alberi maturi, i parchi, i giardini cittadini delle grandi città e le case di campagne isolate.
Grande, robusto, massiccio, ha il capo rotondo e profondi occhi neri.
A differenza del Gufo comune, non ha i ciuffi auricolari.
La sua dieta è variegata, fatta di piccoli mammiferi e uccelli (tra cui la Civetta).A partire dal crepuscolo, caccia tutta la notte.
La tecnica utilizzata abitualmente è l’appostamento: l’uccello rimane in ascolto da un posatoio e quando individua la preda, si lancia in volo a catturarla.
Il richiamo di corteggiamento, lugubre e suggestivo, è famoso perché è utilizzato in tutti film in cui l’azione si svolge nelle buie e nebbiose notti invernali.
Il fatto che l’Allocco si faccia sentire con facilità tutto l’anno, è di grande aiuto per il foto-naturalista, perché può rilevarne la presenza.
Già alla fine dell’inverno, nei boschi si possono udire i lamentosi richiami del maschio e la risposta stridula delle femmine (ricorda il canto della Civetta).
Oltre al richiamo, è possibile scoprire l’Allocco posato su un albero grazie all’agitazione degli uccelli di bosco (cince, fringuelli e merli), sue vittime abituali, che gli svolazzano intorno.
Il corteggiamento ha inizio a dicembre (la coppia è unita per tutta la vita);
Nidifica tra febbraio e giugno, nelle cavità degli alberi o riutilizzando nidi abbandonati di Gazze.
Lo stesso sito è spesso rioccupato negli anni.

Allocco degli Urali

L’Allocco degli Urali è un rapace del grande Nord che da qualche anno ha iniziato a nidificare nel Friuli-Venezia Giulia.
Abita le grandi ed estese foreste di conifere alpine nord-orientali alternate a radure.
E’ un animale tranquillo e riservato, con spiccate abitudini notturne.
La sua caratteristica principale è il disco facciale uniforme di colore chiare su cui spiccano gli occhi neri ed il becco giallo.
Caccia prevalentemente piccoli roditori (Arvicole o topolini) in zone aperte e raramente gli uccelli (Fringuelli, Pettirossi).
A volte compie piccoli spostamenti (pochi chilometri) in relazione alle disponibilità di prede.
Come tutti i rapaci notturni, ha un udito molto sviluppato, che gli permette di individuare la preda anche sotto a neve.
E’ una specie monogama, che nidifica da febbraio a luglio, in cavità di vecchi alberi morti (a volte anche in edifici e nidi artificiali).
Durante l’inverno la popolazione aumenta.

 

Gufo reale

Il Gufo reale è il re del gruppo dei “notturni”: raro (lo si incontra sporadicamente), imponente (70 cm di altezza per 1,5mt di apertura alare) e abitante di ambienti estremi (aree montane impervie e rocciose o campagna isolata e disabitata).
Non è facile da vedere, è una specie schiva, notturna e con un piumaggio estremamente mimetico.
Il richiamo è potente (si sente fino a 5 km), cupo, bitonale, ripetuto con frequenza e lanciato solo all’alba e al tramonto.
Nonostante ciò, non è un soggetto facilmente osservabile per il fotografo della natura perché i territori che frequenta sono molto ampi ed impervi.
Questo rende difficile l’ascolto del richiamo o la racconta di segnalazioni d’avvistamento (è un animale timido, rifugge la presenza umana).
E’ un animale fortemente territoriale che trascorre la maggior parte della giornata sugli alberi, a scrutare il territorio circostante.
L’alba e il tramonto sono i due periodi in cui il Gufo reale è in caccia.
E’ uno dei più abili predatori alati, in grado di catturare ed uccidere con la sola forza delle zampe prede grandi, come: mammiferi (conigli, cuccioli di daino) e uccelli (anatre, pernici).
La tecnica di caccia lo vede posato su una postazione rialzata per meglio cercare la preda e, quando avvista, planare su di essa in silenzio.
Grazie alla straordinaria visione notturna, al finissimo udito e al silenzioso volo, sono i più temibili cacciatori alati presenti in Italia.
Come tutti i rapaci notturni, anche il Gufo reale ingoia le prede intere (se troppo grandi, le squarcia con il potente becco).
Nidifica negli anfratti delle rocce in primavera (marzo-aprile).
A volte riutilizza i nidi abbandonati di altri grossi uccelli.

Conclusioni

Al crepuscolo tutti i rapaci notturni iniziano la loro attività.

Volano silenziosi senza emettere rumore, scrutano il territorio grazie agli occhi frontali che consentono la visione perfetta della scena, sfruttano l’udito sensibile e talmente sofisticato per localizzare con precisione la preda e vedono benissimo anche al buio.
Ogni specie si è adattata al proprio ambiente modificando il modo di vivere, di cacciare e di procreare, ad esempio l’Allocco catturare i roditori nei boschi, il Barbagianni insegue i topi campagnoli negli spazi aperti, la Civetta si nutre di invertebrati e vive a contatto con l’uomo.

Vivono di notte e sono difficili da incontrare, ma se ti capita la fortuna di incrociare il loro sguardo anche solo per pochi secondi ne resterai conquistato, come il sottoscritto è rimasto affascinato fin dal primo incontro.

 

Testo e foto di Alvaro Foglieni

 

Nota dell’autore
Questo progetto non ha nessuna pretesa scientifica, vuole semplicemente raccontare e mostrare le immagini dei più comuni rapaci notturni presenti sul territorio italiano.
Il mio post è solo la prima tappa di un lavoro iniziato anni fa e che continuerà nel futuro.
Il prossimo obiettivo sarà documentare meglio gli aspetti della quotidianità di alcune specie.

 

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6 commenti

  1. Ciao Alvaro, le tue descrizione sui vari argomenti sono sempre chiare e di grande interesse (fascino).
    Grazie mille.
    Andrea

  2. Concordo in tutto per tutto sulle parole di Alvaro,i rapaci notturni ed i rapaci in genere sono molto affascinanti.
    I rapaci notturni mi hanno sempre affascinato,anche per quel non sò cosa di misterioso che sembrano avere.
    Inoltre il mio primo grande incontro fù con 3 meravigliosi pulli di Gufo comune che a pochi metri di distanza mi osservavano immobili.
    Affascinante veramente .
    Il mio sogno del cassetto è l’incontro con un bel Barbagianni.

  3. Buongiorno.
    Sono una GEV che si sta avvicinando all’affascinante mondo dei rapaci notturni.

    Ringrazio per la sua pubblicazione-
    Domenico Pozzo

    1. Author

      Grazie Domenico,
      per il gentile commento.

      Continua a seguirmi, sono certo che troverai altri articoli di tuo interesse.

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      Saluti
      Alvaro

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