Progetto “Spatola”

Spesso, quando usciamo per un’escursione di caccia fotografica finiamo con fotografare tutto quello che ci capita a tiro.
Non dico che sia sbagliato questo modo di agire (a me capita di farlo ancora oggi), ma scattare foto a “…tutto ciò che attira la nostra attenzione”, non sempre attrae anche l’interesse degli altri.
Se vuoi essere considerato un valido fotografo, non puoi presentare una raccolta di immagini la cui unica ragione per essere mostrate è che ogni foto ha “…catturato il tuo occhio”.
Quando realizzi una proiezione, una storia on line o una mostra fotografica, utilizza immagini che abbiano un filo comune che le leghi fra loro.
Questo metodo ha un nome, si chiama: progetto!
Un progetto è una raccolta d’immagini incentrate su un tema, un’idea o un soggetto specifico, ad esempio: un uccello, un fiore, una farfalla, un evento, un comportamento, ecc.
Invece di uscire con il solo intento di scattare foto a tutto ciò che ti compare di fronte, concentra la tua azione alla realizzazione di un progetto: cerca un protagonista e racconta la sua storia.
I progetti sono divertenti e relativamente semplici da fare.
Innanzi tutto, non deve essere un soggetto o un evento particolarmente raro.
Le specie più comuni sono l’ideale perché sono più facili da trovare, in questo modo potrai cimentarti in diverse situazioni e trascorrere più tempo a fotografare piuttosto che cercare il soggetto.
Inoltre, i progetti locali sono spesso migliori rispetto a quelli distanti che comportano lunghi viaggi.
Più sono vicini, più trascorri tempo sul campo a scattare foto.

La specie che ho scelto come “personaggio principale” del mio progetto fotografico è stata la Spatola.

La Spatola è un grande “trampoliere” di colore bianco, molto legata alle zone umide.
Fino all’inizio degli anni 90, gli avvistamenti in Italia erano sporadici e legati alla migrazione.
Negli ultimi 20 anni questa specie è una presenza costante di alcune nostre zone umide, arrivando anche alla riproduzione.
Grazie ad osservazioni regolari, ho personalmente notato un aumento della popolazione nel centro-nord Italia, in particolare negli hot-spot che frequento con regolarità (Emilia-Romagna e Toscana).
L’uccello è facilmente riconoscibile per via del piumaggio bianco su cui spicca il caratteristico becco nero con la punta gialla, gli occhi sono rossi e i piedi neri.
Entrambi i sessi sono simili, con il maschio leggermente più grande della femmina.
Durante la stagione riproduttiva gli adulti sviluppano una cospicua cresta giallo pallido, una fascia sul collo giallastra e un’area arancione attorno alla base del becco.
Mento e gola nudi e di colore arancione.
A differenza degli Aironi, le Spatole volano con il collo disteso, esegue planate brevi intervallate da battiti d’ala veloci e poco profondi.
L’habitat ideale sono le zone umide come acque poco profonde, con fondali fangosi argillosi o sabbiosi.

È facile avvistarla nelle paludi e nelle lagune costiere intenta a procurarsi il cibo.
In genere è presente in piccoli gruppi e cammina lentamente spazzando l’acqua da una parte all’altra con il becco semi-aperto, per rilevare e catturare piccole prede.
La dieta consiste in crostacei, anfibi, vermi, piccoli pesci, insetti acquatici, molluschi e talvolta materia vegetale.
La Spatola nidifica in colonie in prossimità dell’area umida, di solito in canneti con alberi e cespugli o in una fitta vegetazione emergente.

Sono uccelli per lo più silenziosi.
Anche nelle loro colonie riproduttive i suoni principali sono lo scoppio del becco e rauchi grugniti occasionali.
È un uccello migratore e il maschio arriva per primo nella zona di riproduzione.
Una volta scelta l’area di nidificazione, stabilisce un piccolo territorio e lo difende dai rivali eseguendo delle parate di minaccia, sbattendo le ali e inseguendo il concorrente.
La coppia si forma nella colonia con una cerimonia che include inchini e presentazione di materiale per costruire il nido.
L’accoppiamento è preceduto da un rito in cui il maschio strofina delicatamente il becco sul collo, sulla testa e sul becco della femmina.
Conclusioni
In un momento in cui quasi tutti hanno una macchina fotografica e usano programmi di post-produzione per migliorare le proprie fotografie, creare buone immagini non è più sufficiente per distinguersi tra la moltitudine di fotografi presenti nella rete.
Cosa può renderci davvero unici?
Essere creativi, diversi dalla massa e originali nell’offerta.
Un modo efficace per generare creatività è lavorare su progetti anziché su immagini isolate.

Testo e foto di Alvaro Foglieni

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