La necropoli Monterozzi a Tarquinia custodisce alcune tra le più importanti pitture funerarie etrusche, ma l’accesso diretto ai dipinti è impedito da porte protettive che permettono di vedere all’interno solo attraverso un vetro trasparente.
Fotografare queste opere è una vera sfida: luce scarsa, riflessi, polvere, distanza e ostacoli rendono difficile ottenere immagini nitide e fedeli.
Non basta inquadrare: servono preparazione e soluzioni tecniche mirate.
In questo articolo trovi consigli pratici e impostazioni utili per migliorare le tue foto nei siti archeologici, superando le difficoltà tipiche delle tombe etrusche di Tarquinia.

Riflessi e distorsioni: come si può fotografare attraverso un vetro senza perdere qualità?
La necropoli si estende su una collina con pochissimi alberi e comprende centinaia di tombe ipogee accessibili tramite scalinate, le cui camere sotterranee sono visibili solo attraverso il vetro, spesso da una certa distanza e con illuminazione disomogenea.
Questa combinazione di vetro, distanza e luce incerta rappresenta la principale sfida per chi vuole fotografare gli ambienti.
Per ridurre riflessi, distorsioni e perdita di nitidezza quando si fotografa attraverso un vetro, è utile avvicinare il più possibile l’obiettivo alla finestra fino a toccarla oppure cambiare angolazione.
(Foto: necropoli Monterozzi)
Vetro appannato? Come risolvere il problema della condensa per ottenere scatti nitidi?
Ho visitato la necropoli a giugno, durante una forte ondata di caldo e ho subito notato che la differenza di temperatura tra l’esterno e l’interno delle tombe provocava la formazione di condensa sulle superfici delle vetrate.
Questo fenomeno creava un velo opaco che rendeva le immagini sfocate e prive di contrasto, quasi come se tra l’obiettivo e il soggetto si fosse formata una sottile nebbia.
Per eliminare la condensa, ho utilizzato un panno in microfibra, risolvendo così il problema prima di scattare le foto.
In alternativa, anche un semplice fazzoletto di carta può essere utile per asciugare la finestra e ottenere scatti nitidi.
(Foto: tomba dei giocolieri)


Oltre la pulizia: quali sono i trucchi per evitare impronte e scattare prima che il vetro si appanni di nuovo?
Le vetrate non erano appannate in modo uniforme, quindi mi muovevo lungo tutta la superficie per individuare le zone più nitide, spesso situate ai bordi o negli angoli e da lì scattavo le foto.
Ho evitato di toccare il vetro con le dita, perché le impronte peggiorano la qualità dell’immagine e attirano ancora più umidità.
Inoltre, cercavo di scattare il più rapidamente possibile: il calore delle mani o della fotocamera, se mantenuti a lungo vicino al vetro, accelerano la formazione di nuova condensa.
In pratica, preparavo l’inquadratura stando leggermente staccato dalla finestra, pulivo la superficie, mi avvicinavo con l’obiettivo al vetro e scattavo immediatamente, prima che la condensa si riformasse.
(Foto: tomba della caccia e pesca)
Poca luce e niente flash: quali sono le impostazioni della fotocamera ideali per scattare al buio?
Le immagini presenti in questo articolo sono state tutte realizzate con la fotocamera compatta Canon PowerShot G7 X Mark II.
Per compensare la scarsa illuminazione all’interno delle tombe etrusche, ho utilizzato la modalità “Scatto notturno manuale”, che consente di ottenere immagini nitide anche in ambienti poco luminosi. Questa funzione unisce più esposizioni per ridurre il rumore e migliorare la qualità della fotografia.
Ho scattato in RAW per avere comunque più margine di recupero in post-produzione.
(Foto: tomba delle leonesse)


La mia fotocamera non ha la modalità notturna: come imposto ISO e tempi per evitare foto mosse?
Se la tua strumentazione non ha la funzione “scatto notturno”, utilizza la modalità manuale per regolare esposizione, ISO (consigliato tra 800 e 3200) e tempi di scatto (da 1/4 a 2 secondi).
Aumenta l’ISO solo quanto basta, perché valori troppo alti possono generare rumore.
Imposta un tempo di esposizione più lungo (ad esempio 1 secondo), ma fai attenzione alle possibili sfocature dovute a movimenti.
Per evitare il mosso, usa un cavalletto o appoggia la fotocamera a una superficie stabile e controlla sempre la messa a fuoco dopo lo scatto, perché il vetro può confondere l’autofocus.
(Foto: Tomba del cacciatore)
Fotografare in condizioni difficili: perché è una sfida che vale la pena affrontare?
Fotografare i siti archeologici come la necropoli di Tarquinia arricchisce l’esperienza di viaggio e aiuta a preservare visivamente testimonianze preziose dell’arte etrusca.
Seguire regolarmente Pixel di Nature garantisce spunti aggiornati e consigli utili per migliorare la tecnica fotografica in viaggio e nella fotografia naturalistica.
Confrontarsi con nuove sfide tecniche in questi contesti stimola crescita e creatività.
Qual è stata la sfida più curiosa o impegnativa che hai affrontato durante i tuoi viaggi fotografici?
(Foto: tomba dei Caronti)

Testo e foto di Alvaro Foglieni


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