I Passeri sono uno degli animali più comuni al mondo, ma anche dei più snobbati dai fotografi di uccelli selvatici.
Quando parliamo di passeri, spesso facciamo riferimento a due specie: la Passera d’Italia e la Passera mattugia.
Possono apparire simili a prima vista, ma un esame più attento rivela caratteristiche che li distinguono.
Questo articolo racconta le differenze tra la Passera d’Itala e la Passera mattugia, come riconoscerle, dove vivono e quali sono gli atteggiamenti più caratteristici.
La conoscenza dei modelli di comportamento e delle abitudini delle due specie può aumentare le tue probabilità di realizzare immagini interessanti.

Quali sono le principali differenze fisiche tra la Passera d’Italia e la Passera mattugia?
La Passera d’Italia (vedi foto) è l’unica specie tipica della penisola italiana.
Il maschio si distingue per la pettorina nera, le guance biancastre e il vertice della testa marrone.
La femmina ha un colore bruno screziato superiormente e bianco-grigiastro inferiormente.
La Passera mattugia ha il vertice e la nuca di colore bruno rossiccio, le guance biancastre con una tipica macchia nera,
Maschi e femmine di questa specie sono identici.
Il becco della Passera d’Italia cambia colore con le stagioni?
Il colore del robusto becco della Passera d’Italia (vedi foto) cambia dal nero in estate al giallo pallido in inverno.
La Passera mattugia ha invece il becco di colore nero tutto l’anno.
Le due specie sono spesso considerate comuni e meno esotiche rispetto ad altri uccelli, di conseguenza, vengono trascurati a favore di specie più rare o più colorate.
Tuttavia, questi Passeri possiedono una propria bellezza e comportamenti unici che possono essere accattivanti da fotografare.


Dove vive prevalentemente la Passera d’Italia e qual è l’habitat tipico della Passera mattugia?
La Passera d’Italia (vedi foto) è ben adattata alle aree urbane e suburbane.
Ha una forte associazione con gli insediamenti umani: parchi, giardini e paesaggi agricoli vicino alle città.
Di contro, la Passera mattugia è legata ai paesaggi rurali e agricoli.
A differenza della Passera d’Italia, si trova più spesso in terreni agricoli, siepi, boschi e campi aperti piuttosto che negli ambienti urbani.
Cosa mangia la Passera d’Italia e invece di cosa si nutre la Passera mattugia?
L’adattabilità agli insediamenti umani della Passera d’Italia la distingue dalla “mattugia” (vedi foto) che preferisce ambienti più naturali.
È onnivora e sfrutta tutte le fonti alimentari presenti in ambienti urbani, nei bidoni della spazzatura e nelle mangiatoie per uccelli.
È il classico passerotto che gira fra i tavolini mangiando le briciole.
La Passera mattugia invece preferisce mangiare semi, bacche e insetti su alberi e arbusti.
La specie è meno associata alle aree urbane rispetto alla Passera d’Italia.


In che modo il comportamento della Passera mattugia si differenzia da quello della Passera d’Italia?
I Passeri mattugia (vedi foto) si muovono in varie posizioni durante la ricerca di cibo, incluso il rovesciamento.
Usano le loro abilità acrobatiche per spostarsi tra i rami e il fogliame e questo crea difficoltà al fotografo.
Ci vuole pazienza e abilità per riuscire a scattare belle immagini!
Spesso i Passeri d’Italia formano grandi stormi e possono essere osservati in gran numero attorno alle fonti alimentari.
I “mattugia” sono più comunemente visibili in piccoli gruppi familiari o coppie.
Dove nidifica la Passera d’Italia e invece quali sono i luoghi preferiti dalla Passera mattugia per costruire il nido?
La Passera mattugia (vedi foto) nidifica principalmente nelle cavità degli alberi naturali, come vecchi fori del picchio o rami cavi.
Il Passero d’Italia nidifica sotto le tegole dei tetti, nelle condotte d’aerazione o nei nidi artificiali.
I loro nidi sono spesso voluminosi e costruiti con erba, paglia, piume e altri materiali. L’ingresso è laterale e possono anche riutilizzare e rinnovare i vecchi nidi.
Durante l’inverno i due partner “mattugia” iniziano ad accumulare materiale (steli, radici, fibre vegetali) nella cavità.


Perché la Passera mattugia è un soggetto difficile da fotografare?
I Passeri mattugia (vedi foto) sono timidi e diventa difficile avvicinarli senza allarmarli.
Se percepiscono una potenziale minaccia, sono pronti a prendere il volo.
Il loro habitat sono le siepi, le fronde degli alberi, i boschetti, tutti ambienti ricchi di vegetazione che ostacola la perfetta messa a fuoco.
In aggiunta, la loro capacità di svolazzare tra i rami rende difficile tracciare i loro movimenti.
Quali difficoltà si incontrano nel fotografare la Passera d’Italia?
La Passera d’Italia (vedi foto) è strettamente associata alle aree urbane e l’abbondanza di strutture artificiali sommata all’attività umana comporta la difficoltà di trovare degli sfondi naturali ed esteticamente piacevoli per le fotografie.
La sua tendenza a prendere rapidamente il volo può rendere difficile inquadrarla e scattare la foto prima che scompaia.
Fotografare le due specie presenta alcune sfide a causa dei loro comportamenti, degli habitat e delle tendenze specifiche.
Sapendo in anticipo cosa ti aspetta, potrai prepararti meglio a superare gli ostacoli e realizzare fotografie accattivanti.


Oltre al piumaggio, quali altri elementi aiutano a identificare correttamente queste due specie?
È importante notare che, mentre questi comportamenti possono generalmente aiutare a distinguere tra le due specie, possono verificarsi variazioni individuali e sovrapposizioni nel comportamento.
Pertanto, è sempre utile considerare molteplici fattori, es. il piumaggio, la presenza di segni distintivi e le vocalizzazioni, per garantire un’identificazione accurata.
Una cosa è certa: se entrambe le specie hanno livree simili, le loro preferenze di habitat naturali (Passera mattugia – nella foto) e l’associazione con gli insediamenti umani (Passera d’Italia) forniscono chiari indizi per l’identificazione.
Conclusione:
Sebbene questi uccelli siano più rari di quanto lo fossero in passato, possono ancora essere visti durante tutto l’anno in molte parti d’Italia.
La prossima volta che vedi un uccellino marrone, perché non ti fermi un secondo a vedere se riesci a capire di cosa si tratta!
Qual è stata la tua esperienza con i soggetti trattati nell’articolo?Vuoi condividere un episodio che ti ha particolarmente colpito?
(nella foto: Passera d’Italia)

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Testo e foto di Alvaro Foglieni

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