La strada è dritta e il traffico è quasi inesistente, a destra e sinistra solo risaie e qualche sparuto albero.
Sto viaggiando lentamente perché gli occhi scrutano il paesaggio alla ricerca di volatili.
È così che ho visto in lontananza un grande uccello marrone posato nel campo.
Anche a distanza, la forma e il colore potevano significare solo una cosa: una Poiana era ferma e stava esaminando la scena intorno a sé.

Sono fermo in auto a circa 60-70 metri dalla Poiana.
La guardo con il teleobiettivo e mi chiedo: cosa starà pensando vedendomi così vicino?
Gli uccelli di preda hanno una visione eccezionale, sicuramente mi ha visto ancor prima di fermare l’auto sul ciglio della strada.
Son certo che stia provando un misto di curiosità, cautela e timore.
Infatti, dopo pochi secondi s’invola.
Non va lontano, si posa su un palo poco distante.
La osservo e rimango fermo, spettando che si tranquillizzi.
Quando la vedo rilassata, decido di avanzare.
Abbasso il finestrino, appoggio la fotocamera sulle gambe, fisso il bean-bag alla portiera e riparto molto lentamente.
Le Poiane non sono tolleranti nei confronti degli umani e se commetto un errore, fuggirà immediatamente.


Sono arrivato a una quarantina di metri dal palo.
Io la osservo e lei mi esamina.
È come se fossimo impegnati in un dialogo non detto.
Sono sicuro che la sua vista acuta mi abbia già valutato attentamente e stia pensando: “…non è cibo, è un umano, ha due braccia, porta un oggetto rotondo alla faccia. Quali saranno le sue intenzioni? Mmmmm…non mi convince!”
Decido di restare fermo per un po’, per non stressarla troppo.
Cerco di muovermi molto lentamente e senza effettuare spostamenti repentini.
I movimenti controllati e prevedibili sono fondamentali con i rapaci, sempre in cerca di segnali di pericolo.
Gli occhi acuti della Poiana guardarono ogni mia mossa, il suo sguardo è colmo di curiosità e cautela.
Posso quasi percepire la sua diffidenza, ma sono determinato a guadagnare la sua fiducia.


Sollevo lentamente la macchina fotografica per fare alcuni scatti preliminari.
Attraverso l’obiettivo, studio la Poiana cercando segnali di timore, agitazione o di fuga imminente.
Mi sembra nervosa, non mi perde di vista e guarda con attenzione ogni mio movimento.
Il suo piumaggio è lucido, color marrone con chiazze chiare che brillano al sole.
Grazie alla sua vista acuta, scansiona l’orizzonte alla ricerca di prede o minacce.
Il corpo immobile, ruota solo la testa.
Mi accorgo che guarda insistentemente in direzione di un piccolo boschetto.


Scopro che c’è un’altra Poiana poco distante.
Maschio e femmina non sono facilmente distinguibili e il secondo soggetto è troppo lontano per capire le dimensioni (la femmina è leggermente più grande del maschio).
“E adesso cosa faccio? Alt, calmo, ci vuole pazienza”.
Resto fermo, le osservo entrambi come stanno facendo loro con me.
So che questi rapaci rimangono immobili perché conservano tutte le energie fino al momento dello stacco e dell’involo.
Senza preavviso la Poiana più lontana parte in volo e si posa su un filo del telefono abbastanza vicino al primo individuo.
Dal punto di vista fotografico è messa meglio, decido di dare la priorità a lei.
Lascio che si sistemi, che si calmi e che mi studi per bene.
Dopo un tempo infinito, almeno per il sottoscritto, un segno quasi impercettibile del capo mi fa capire che mi ha accettato.
Deve avermi giudicato non minaccioso perché ha deciso d’ignorarmi, un vero privilegio.
È il momento, riaccendo il motore, ingrano la prima e lentamente, molto lentamente, mi muovo.


La fotocamera è appoggiata sul vetro, avanzo pian piano sperando di realizzare qualche scatto da molto vicino.
La prima Poiana con un’improvvisa esplosione di potere, si lancia in aria e subito dopo scivola senza sforzo verso i campi.
Rimango a guardarla mentre plana sempre più lontano.
Continuo ad avanzare e la seconda Poiana come se percepisse le mie intenzioni, socchiude gli occhi e mi lancia uno sguardo altezzoso.
Conclusioni: arrivo abbastanza vicino alla Poiana, mi fermo, punto la fotocamera, la inquadro e …
Anche se non ho realizzatolo lo scatto che speravo, mi è rimasto il ricordo dell’incontro, la testimonianza dell’emozione che la fotografia naturalistica sa darti.
Le due Poiane mi hanno insegnato una lezione preziosa: certi momenti sono magici e viverli in prima persona aiuta a capire la bellezza del mondo naturale.

Impara a prevedere l’azione per foto naturalistiche mozzafiato.
Testo e foto di Alvaro Foglieni

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