Ti è mai capitato di vedere un uccello che non hai mai fotografato e l’eccitazione è tale che commetti tutti gli errori possibili fino a farlo involare spaventato?
Sapersi controllare è la chiave per catturare momenti incredibili in natura
Quali emozioni devi imparare a contenere per avere successo con le tue foto di uccelli selvatici?
Fotografare bene gli uccelli selvatici dipende anche dalla tua capacità di regolare tre emozioni chiave: impazienza, eccitazione e invidia.
Ne parlo in questo articolo.

Secondo me, l’impazienza è l’emozione più importante che devi imparare a controllare per migliorare le tue foto.
L’impazienza è il nemico numero uno nella fotografia di uccelli selvatici.
Non avere fretta, dai modo agli animali di mettersi a proprio agio con la tua presenza e lascia che tornino a comportarsi e ad agire in modo naturale.
Lo stesso discorso vale anche per l’attrezzatura fotografica.
Inizia con ciò che puoi permetterti e impara a padroneggiare la tua strumentazione prima di aggiornarla.
Acquistare subito una super fotocamera non ti trasformerà immediatamente in un esperto.
Anzi, avrai ancora più problemi perché dovrai imparare le mille funzioni del nuovo corredo fotografico.


Impara a essere paziente anche con te stesso.
Chi muove i primi passi nella fotografia naturalistica non realizzerà mai foto eccezionali.
Ci vuole tempo e tanta pratica.
Devi accettare che non c’è modo di abbreviare il processo di miglioramento.
Quello che produci oggi, potresti non considerarlo valido domani.
E non c’è niente di sbagliato in questo, significa solo che stai progredendo.
La fotografia è un’abilità che sviluppi durante tutta la vita.
Ci vuole tempo per migliorare.
Molto, anni!
È un processo che cambia continuamente perché si migliora più e più volte.
Se capisci questo meccanismo, la tua frustrazione per non riuscire a scattare subito foto belle diminuirà e accetterai con un sorriso i tuoi risultati.


La seconda emozione da controllare è la tua eccitazione quando appare il soggetto che hai aspettato a lungo.
Piuttosto che cedere all’adrenalina di scattare milioni di foto senza pensarci due volte, è opportuno aspettare un attimo e prendere una decisione razionale, piuttosto che emotiva.
Fatti una serie di domande:
L’esposizione è impostata correttamente?
La composizione è come la voglio?
Ci sono elementi di disturbo che penalizzano il soggetto principale?
Lo sfondo è privo di elementi di disturbo?
Il tempo di scatto è quello giusto?


Se cedi all’eccitazione e fai movimenti rapidi, tutti i tuoi sforzi per avvicinarti al soggetto saranno vani!
Gli animali sono spaventati dalle tue movenze improvvise e dal rumore dei tuoi passi e il timore li farà volar via.
Il nostro obiettivo è catturare un comportamento naturale, indisturbato.
Devi desiderare che il tuo soggetto si muova spontaneamente, non perché l’hai costretto.
Una volta a casa, non modificare o pubblicare le foto che hai appena scattato.
L’adrenalina ancora in corpo dopo lo scatto desiderato potrebbe indurti a pensare che hai realizzato dei capolavori.


Terza e ultima emozione da controllare è l’invidia.
“Se potessi viaggiare anch’io in quei luoghi fantastici, sarei in grado di fare bellissime foto”.
“Perché tutti hanno splendide foto di Falco pescatore e io non lo vedo mai?”
“Lui è pensionato, se l’avessi io tutto quel tempo libero farei grandi foto”
Reindirizza quell’energia per apprezzare le opportunità che hai intorno a te.
Puoi scattare fantastiche foto senza attrezzature costose o viaggi lontani che durano settimane.
Conclusioni: Imparare a regolare l’impazienza, l’eccitazione e l’invidia ha profondamente influenzato la mia crescita come fotografo della natura.
Certamente è quasi impossibile prendere decisioni separate dalle emozioni, ma controllarle il più possibile può essere determinante per continuare a migliorare nella fotografia naturalistica.

Caccia fotografica: tempismo e conoscenza del comportamento sono la chiave per scatti indimenticabili.
Testo e foto di Alvaro Foglieni

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