Ci sono tecniche di composizione, come le linee guida e la regola dei terzi, che permettono di condurre gli occhi di uno spettatore sul soggetto principale.
Esiste anche un metodo meno conosciuto: lo “spazio negativo”, che consiste nell’evidenziare il protagonista della foto riempiendo l’inquadratura con ampie “zone vuote”.
Questa tecnica mira alla semplicità, ma non farti ingannare, è tutt’altro che semplice!
In questo articolo, esploreremo come l’uso dello spazio negativo migliora la fotografia naturalistica.

Lo spazio negativo è tutta quell’area “vuota” tra il soggetto principale della foto e il bordo del fotogramma.
Nella fotografia naturalistica, lo spazio è l’habitat del soggetto, che si tratti di un semplice paesaggio campestre o di una distesa d’acqua.
Il suo utilizzo è molto importante perché aiuta lo spettatore a capire immediatamente chi è il protagonista dello scatto.
Nella caccia fotografica, ci si concentra esclusivamente sul soggetto, ignorando tutto il resto.
Amplia la tua inquadratura, studia lo spazio intorno al protagonista e componi l’immagine di conseguenza.
Sarai così costretto a vedere l’ambiente circostante e a fotografare in modo che il soggetto e lo spazio lavorino insieme in equilibrio.


Anche se lo spazio intorno non mostra molto, fornisce comunque informazioni che completano le immagine.
Per esempio rivela come l’animale interagisce con il suo habitat naturale e aiuta a farsi un’idea di quanto grande o piccolo sia l’uccello rispetto all’ambiente circostante.
Mentre una ripresa ravvicinata di un uccello in volo può mostrare i dettagli, l’uso intelligente dello spazio circostante enfatizza lo spostamento del soggetto nello spazio.
Basterà infatti lasciare più spazio nella direzione verso cui è rivolto il soggetto per dare l’illusione del movimento.


Quando inquadri una scena, utilizza sempre la “regola dei terzi”.
Le norme sulla composizione corretta suggeriscono che deve esserci un’ampia quantità di spazio negativo davanti agli occhi del soggetto.
Usa questo criterio anche se l’animale non è in movimento.
Lo spazio negativo non è necessariamente uno spazio “vuoto”.
Finché gli elementi presenti non distraggono, puoi considerarli spazio negativo.
Come per qualsiasi composizione è importante guardare sempre in primo piano e sullo sfondo e decidere cosa includere e cosa tralasciare.


Prima di scattare la foto, chiediti quale dettaglio è il più importante.
Quello sarà il tuo soggetto principale.
Poi considera gli elementi circostanti che potresti includere e se non attirano troppo l’attenzione, inseriscili.
Se non sono importanti, eliminali dall’inquadratura!
L’uso intelligente dello spazio negativo arricchisce la narrazione, crea un’atmosfera e migliora le immagini.
Lo spazio negativo impedisce alle composizioni di essere affollate e di distrarre.
Senza spazio negativo, sarà difficile catturare e mantenere l’attenzione degli spettatori.


Può sembrare facile inserire dello spazio vuoto per isolare il soggetto principale, ma non è così semplice.
Ci vuole pratica per realizzare uno scatto corretto ed efficace.
Le prime volte tutto quel “vuoto” intorno al soggetto ti sembrerà troppo e senza scopo.
Poniti questa domanda: “In che modo aiuta la narrazione del mio scatto?”.
Uno spazio “morto” inutile può uccidere una foto, ma l’uso efficace dello spazio negativo può migliorarla.
Conclusione: ora conosci il valore dello spazio negativo e come implementarlo nelle tue composizioni.
Hai imparato che puoi usarlo per attirare l’attenzione sul soggetto principale e per creare un senso di movimento nella tua immagine.
L’apprendimento non finisce qui, prendi la fotocamera ed esplora come utilizzarlo per migliorare la tua fotografia.

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Testo e foto di Alvaro Foglieni

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