L’ecosistema palustre

Una palude è una zona umida dalle acque stagnanti o che si muovono lente, la cui vegetazione è composta principalmente da erbe, canne, arbusti e alberi.
Molti uccelli trascorrono in tutto o parte della loro vita in queste zone umide, perché trovano protezione, un habitat ideale per riprodursi e fonti di cibo per sopravvivere.
La riserva naturale di Torrile e Trecasali, situata nella bassa pianura parmense tra i fiumi Taro e Po, è l’ecosistema palustre ideale per il fotografo della natura.
Con amici fotografi di Pixel di Natura, ho visitato la struttura qualche giorno fa.
Tante le foto scattate e le interessanti osservazioni fatte a oltre 40 differenti specie di volatili:
· Coloniali = sono gli uccelli che nidificano in garzaie ed hanno bisogno dell’acqua per nutrirsi.
Abbiamo scattato foto a: Aironi cenerini, Garzette, Nitticore, Aironi guardabuoi, Sgarze ciuffetto, ecc.
· Acquatici = tutti gli uccelli che dipendono dall’acqua per nidificare, allevare e nutrire i loro piccoli.
Abbiamo fotografato e visto: anatre (Germano reale, Codone, Mestolone, Fischione, Moriglione e Canapiglia, ecc), gli Svassi (maggiore e Tuffetto), i Rallidi (es. Gallinella d’acqua, Porciglione, Folaga, ecc)
· Migratori = sono rappresentate dalle molte specie di uccelli che utilizzano le zone umide per riposare, nutrire e allevare la prole nel periodo estivo.
In particolare i Limicoli (Cavalieri d’Italia, Avocette, Pantana, Totano moro, Combattente e i tanti differenti Piro-Piro), la Sterna comune, la Pavoncella, il Mignattaio e la Spatola.
· Passeriformi o simili = moltissime le piccole specie legate in qualche modo all’acqua: Martin pescatore, Usignolo di fiume, Cuculo, Cannareccione, Cannaiola, Cornacchia grigia e nei boschi di ripa, Gazza, Fringuello, Usignolo, Merlo, Picchio rosso maggiore e cince
Il periodo migliore per fotografare gli uccelli in questa riserva è la primavera, quando dai capanni di osservazione si possono realizzare interessanti scatti anche ai giovani che su avvicinano senza timore.

Nella fotografia naturalistica, lo sfondo gioca un ruolo molto importante, può esaltare o distruggere un’immagine.
Parti da questa grande verità: noi vediamo il mondo che ci circonda in modo diverso da come lo vede la nostra fotocamera.
Il tuo cervello mette a fuoco solo gli elementi che sono davvero rilevanti per te, mentre filtra tutti gli altri componenti non essenziali.
La fotocamera funziona esattamente nel modo opposto.
Mentre tu ignorerai le parti inutili presenti nella scena perché sarai concentrato a inquadrare al meglio l’uccello, la tua fotocamera le raccoglierà tutti.
Il risultato sarà una foto confusa, con un fondale ricco di distrazioni.
Non ignorare lo sfondo, ma assicurati che sia omogeno e privo di elementi che sottraggono l’attenzione al protagonista della foto.

L’ho ripetuto tante volte in post precedenti proprio perché è un fattore fondamentale nella fotografia di uccelli: non avere fretta.
In genere gli uccelli non sono molto cooperativi e per realizzare lo scatto ideale devi aspettare finché non si posa nel modo giusto e nella posizione desiderata.
Ma … quanto tempo deve trascorrere per avere lo scatto giusto?
Non c’è una risposta tecnica, dipende dal giudizio personale.
L’altro giorno, anche se eravamo tutti sudati nei capanni sotto il sole, non abbiamo avuto problemi a passare lunghe ore a seguire lo stesso Airone cenerino che cacciava i pesci gatto.
Se non è amore per la natura questo!!!

La profondità di campo è la chiave per realizzare splendide immagini naturalistiche.
Usando il diaframma in modo consapevole potrai:
· Isolare il soggetto dallo sfondo;
· Rendere il soggetto e il suo sfondo ugualmente importanti.
Per far risaltare solo l’uccello imposta un diaframma aperto al massimo (f/4 o f/5.6).
Lo sfondo sarà sfocato, uniforme, esteticamente piacevole.
Se invece lo sfondo fornisce informazioni interessanti (es: sull’habitat in cui vive l’animale), utilizza un’apertura piccola, un diaframma f/11 o f/16.
Ovviamente, più aprirai il diaframma, più luce entrerà al sensore a vantaggio di velocità di scatto più elevate.
Qualora non bastasse, aumenta gli ISO.

Quando utilizzi lunghi teleobiettivi i tempi di scatto veloci sono indispensabili per creare immagini nitide, in particolare negli ambienti paludosi, dove i soggetti sono in costante movimento.
Nel mio caso (utilizzo lo zoom Canon EF 100-400mm f/4.5-5.6 L IS USM II) ho scattato tutte le foto alla velocità d’otturazione di 1/1250″ e se l’uccello era in volo, a 1/2000″.

Anche le impostazioni della messa a fuoco sono importanti.
Quando si riprende la fauna selvatica, utilizzo quasi sempre la messa a fuoco a punto singolo (in modo da poter puntare con sicurezza all’occhio del soggetto) e la modalità di messa a fuoco AI Servo (quella che continua a correggere la messa a fuoco).
Se l’uccello si muove, voglio che la mia fotocamera mantenga sempre a fuoco il soggetto inquadrato.
Imposta la modalità Burst e utilizza lo scatto a raffica.
Concentrati sempre sull’occhio.
Se l’occhio del soggetto non è a fuoco, la foto è da scartare.
Utilizzando il solo punto centrale di messa a fuoco, seleziona l’occhio dell’animale e scatta!

Il tuo obiettivo come fotografo di uccelli selvatici dove sempre essere quello di fotografare gli animali che mostrano un comportamento naturale.
Un uccello stressato, impaurito, che fugge, è moto meno interessante di uno che è rilassato o che interagisce con altri animali.
Quando il soggetto è troppo lontano per un ritratto, pensa a come interagisce con l’ambiente e trova un modo per inserirlo in una scena più ampia.
Il tuo scatto sarà un paesaggio che include un elemento della fauna selvatica.

L’errore più grande che vedo fare dai fotografi naturalisti principianti è quello di scattare sempre e solo stando in piedi.
Quando stai su una postazione elevata, inquadrerai gli animali dall’alto verso il basso (tu in piedi e loro sull’acqua).
Questa non è mai l’angolazione migliore.
Un grande vantaggio che troverai alla riserva naturale di Torrile e Trecasali è che molti capanni sono a livello acqua.
L’angolo basso offre una migliore separazione tra il soggetto e l’ambiente circostante, creando una piacevole sfocatura dello sfondo.

Conclusioni
La fotografia naturalistica è molto più di una semplice foto agli uccelli.
Si tratta di capire gli animali e il posto.
Devi sapere come comporre l’inquadratura, scegliere la giusta angolazione, la corretta impostazione delle modalità di scatto.
Ma soprattutto essere paziente.
A volte, non si fotografa nulla e sarai scoraggiato e frustrato.
Altre volte invece quella pazienza paga e riuscirai a realizzare splendide foto di un uccello selvatico in bella luce o qualche comportamento affascinante o umoristico.
Non smettere mai di provarci!

Testo e foto di Alvaro Foglieni

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