Carpe diem

Chi fa caccia fotografica, sa bene che nella maggior parte degli incontri casuali con un animale, si deve agire in fretta: lo vedi, inquadri e scatti.
A dire il vero, spesso non si arriva neanche allo scatto, perché è quasi sempre l’animale ad avvistarci per primo e spaventato, fugge.
Ma quei pochi secondi in cui si stabilisce il contatto visivo con il selvatico, resteranno per sempre nel nostro cuore.

E’ quanto ci spiega Marco, nella foto sotto, autore di questa bellissima immagine presa …al volo!

marco-carpe-diem

Domenica scorsa, in un pomeriggio di Sole tiepido, ero in caccia fotografica all’Oasi di Tolcinasco, cercando il mio amico imprendibile Picchio Verde.
Ad un certo punto sentii una sensazione strana e rallentai il passo, fino e fermarmi in silenzio.
Poi quella percezione, nota a chiunque pratichi caccia fotografica:”Qualcuno mi sta osservando”.
E’ stato in quel momento che, con la coda dell’occhio, ho visto altri due occhioni neri che mi scrutavano impauriti e mi dicevano “…non ti avvicinare, ho tanta paura!”

Era un Capriolo!

Ho ricambiato lo sguardo e con la mente ho pensato: ”…non avere paura sono un amico”.

Con movimenti da far invidia ad un bradipo e senza far rumore, ho spostato la mia macchina fotografica verso quegli occhioni neri e pur faticando a trovare il fuoco a causa dei vari rametti e foglie davanti, ho scattato una sola foto sperando di non spaventarlo.

Per rispetto di quella creatura impaurita, ho rinunciato a scattare altre foto e mi sono allontanato senza far rumore.
Una sola foto, ma una grande sensazione di felicità interiore.
Lei (per me era femmina) rassicurata, si è mossa a sua volta, sparendo nel folto del bosco.

Sono tornato a casa contento anche se non ho incontrato il mio simpatico amico Picchio Verde.

Se ti è piaciuto l'articolo, condividilo su:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *