Oltre lo scatto: quando l’immagine rivela la vita segreta di uccelli, farfalle e fiori.

Un viaggio nel cuore della natura per imparare a conoscere i soggetti da vicino e catturare attimi di vita autentica.

Abbazia di Chiaravalle: viaggio fotografico tra Medioevo e architettura cistercense

Sono andato a visitare l’Abbazia di Chiaravalle, uno degli esempi più significativi di architettura cistercense in Lombardia.
Per chi, come me, ama documentare i luoghi che visita con la macchina fotografica, questo complesso offre molte opportunità di scatto, sia all’esterno che all’interno.
Non conoscevo la storia dell’abbazia, così ho deciso di affidarmi a una guida locale per partecipare a una visita guidata e capire meglio cosa fotografare e perché.
Di seguito troverai alcuni suggerimenti sulle cose che più mi hanno colpito durante la visita e su come le ho fotografate.

Quali tesori nasconde la controfacciata dell’Abbazia di Chiaravalle e chi erano i Fiammenghini?

L’interno della chiesa è ampio e suddiviso in tre navate, con colonne in cotto e volte a crociera che creano una struttura regolare e ben illuminata.
Una delle cose che più mi hanno colpito, sono stati gli affreschi sulla controfacciata, realizzati tra fine Cinquecento e inizio Seicento dai Fiammenghini e dal Genovesino.
I dipinti mostrano scene della vita di San Bernardo, con uno stile che unisce elementi lombardi e influenze straniere.
La luce naturale che entra dall’ingresso crea forti contrasti tra zone illuminate e in ombra, scattare in RAW aiuta a gestire meglio le differenze di esposizione in post-produzione.

Perché il coro ligneo dell’Abbazia di Chiaravalle è considerato un’opera rara e quali capolavori illumina il tiburio?

Il coro ligneo, realizzato tra Quattrocento e Cinquecento, si distingue per la qualità dell’intaglio e la presenza di stalli ancora integri, un elemento raro in complessi monastici lombardi.
Sopra il coro, il tiburio lascia filtrare una luce verticale che illumina gli affreschi attribuiti alla scuola giottesca, caratterizzati da un realismo sobrio e da colori ancora ben conservati.
Per fotografare questa zona è utile un medio-tele, che permette di isolare particolari senza introdurre distorsioni prospettiche dovute alla posizione rialzata degli affreschi.

Cosa significa il curioso nome “Ciribiciaccola” e quale simbolo rappresenta?

Una volta visitata la chiesa, si passa al chiostro, uno spazio con capitelli scolpiti e archi in cotto che creano simmetrie interessanti.
Da alcuni punti del chiostro si può inquadrare la torre nolare, detta anche Ciribiciaccola, riconoscibile per la sua forma poligonale e i dettagli in cotto.
In dialetto milanese, “Ciribiciaccola” indica la cicogna, simbolo che appare anche nello stemma dell’abbazia, rappresentata con pastorale e mitra.
La luce che attraversa le arcate crea spesso motivi geometrici interessanti.

Com’è possibile che il mulino medievale dell’Abbazia di Chiaravalle sia ancora funzionante e cosa racconta della vita dei monaci?

Il mulino dell’abbazia, attivo fin dal Medioevo, è ancora oggi funzionante e rappresenta un raro esempio di tecnologia idraulica monastica ben conservata.
Al suo interno si possono osservare ruote e ingranaggi in legno ancora in uso, ideali per fotografie di dettaglio e macro.
L’edificio si trova immerso in un ambiente rurale, attraversato da canali e circondato da vegetazione, che racconta il legame tra la vita monastica e il lavoro agricolo.
Per ottenere immagini d’impatto, consiglio di alternare scatti d’insieme all’esterno a close-up sugli ingranaggi, regolando la profondità di campo per isolare i particolari meccanici e raccontare la storia del luogo.

Oltre alle attrazioni principali, quali sono i dettagli e i simboli nascosti dell’Abbazia di Chiaravalle da non perdere?

Gli elementi curiosi da fotografare non finiscono qui, molto interessanti anche:
– la Madonna della Buonanotte, dipinta da Bernardino Luini in cima alla scala che dal transetto sud, conduce al dormitorio;
– il caratteristico nodo scolpito sulla colonna ofitica nel chiostro, simbolo di perfezione del cosmo, armonia degli elementi e unione.
– i graffiti nella sala capitolare, attribuiti alla scuola del Bramante.
Ogni angolo dell’abbazia custodisce dettagli affascinanti, perfetti per chi ama scoprire e immortalare storie attraverso l’obiettivo.

Testo e foto di Alvaro Foglieni

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