La si può vedere librarsi sui fiori, mentre si nutre con la sua lunga proboscide, le sue ali si muovono così velocemente che ‘ronza’.
E’ la Sfinge del galio (Macroglossum stellatarum), una falena diurna che incanta con il suo volo sospeso e la sua energia instancabile.
Ammirarla in azione è già un’esperienza affascinante, ma immortalarla in una fotografia può essere una sfida entusiasmante per ogni appassionato di fotografia naturalistica ravvicinata.
In questo articolo ti guiderò attraverso i comportamenti curiosi di questa creatura e ti darò consigli pratici per catturare immagini straordinarie.

Cos’è la Sfinge del galio e dove vive?
Fotografare la Sfinge del galio è stata una sfida tosta per via della sua incredibile velocità e resistenza, oltre alle ridotte dimensioni di appena 4 cm.
È un lepidottero perennemente in volo, batte le ali fino a 85 volte al secondo, raggiunge i 55 km/h, si sposta continuamente e visita centinaia di fiori in pochi minuti per soddisfare il suo enorme fabbisogno energetico.
L’ho incontrata sulle Prealpi orobiche, ma è un soggetto accessibile anche in pianure fiorite e ambienti selvaggi.
La sua abilità di librarsi in volo davanti ai fiori, senza mai posarsi, mi ha ricordato un piccolo colibrì.
Per catturarla al meglio, ho utilizzato la fotocamera Canon 6D Mark 2 in modalità Manuale con ISO 100 per ottenere immagini nitide e senza rumore.
Quali sono le principali difficoltà nel fotografare la Sfinge del galio?
All’inizio è stato piuttosto complicato, ma ho imparato che con un po’ di pazienza e osservazione si possono ottenere scatti eccezionali.
Studiando i suoi movimenti ho scoperto che tendeva a tornare sugli stessi fiori ogni 30-35 minuti e questa abitudine mi ha permesso di pianificare meglio i miei scatti.
Una volta individuato il suo percorso preferito, mi sono posizionato in un punto strategico, rimanendo immobile e aspettando con calma.
Per questo tipo di fotografia, ho utilizzato un teleobiettivo Canon EF 100mm f/2.8 L Macro IS USM su cui ho montato un flash anulare Meike MK 14 EXT, che rappresenta un buon compromesso tra economicità e funzionalità, perfetto per illuminare adeguatamente il soggetto senza rovinarne i dettagli.


Quali piante attirano la Sfinge del galio?
Ho notato che la Sfinge del galio predilige piante ricche di nettare e dai colori vivaci, come lavanda, valeriana rossa, verbena, buddleja e salvia, il che mi ha aiutato a pianificare le sessioni fotografiche concentrandomi su zone con queste piante.
In particolare i fiori “raggruppati” si rivelano decisamente utili: a lei fanno risparmiare energia e me hanno dato più tempo per regolare la messa a fuoco e scattare.
Per garantire una buona profondità di campo, ho impostato il diaframma a F16 e una velocità di scatto di 1/200, che poi è il tempo massimo di esposizione del flash.
Ho regolato il flash con una leggera sottoesposizione di un terzo di stop per bilanciare la luce.
Con una distanza di messa a fuoco di circa 20 cm, sono riuscito a realizzare gli scatti fermi e a fuoco che vedete in questo post.
Qual è il periodo migliore per fotografare la Sfinge del galio?
Il vero spettacolo della Sfinge del galio è il suo volo, ma catturarlo è stata una delle sfide più difficili che abbia mai affrontato, poiché le sue ali si muovono così velocemente da risultare quasi invisibili a occhio nudo.
Per aumentare le possibilità di successo, ho impostato la fotocamera in modalità raffica e ho scelto di scattare tra le ore 14:30 e le 17:00, quando la luce naturale era più intensa e uniforme.
La parte più complicata è stata metterla a fuoco, dato che non resta ferma nello stesso punto per più di 1-2 secondi.
Era così frenetica che tra il momento in cui la vedevo e quello in cui premevo il pulsante di scatto, aveva già percorso 30-40 cm.
Ogni volta che la inquadravo, tenevo il pulsante di scatto premuto a metà e grazie alla modalità AF AI Servo riuscivo a mantenere il soggetto a fuoco costante per quel poco tempo necessario a scattare una “mitragliata” di foto.


Quali sono le principali difficoltà nel fotografare la Sfinge del galio?
Che spettacolo vederla librarsi davanti al fiore e immergono la sua lunga proboscide nel calice.
Fotografare la Sfinge del galio è stata un’esperienza incredibile che mi ha insegnato a combinare tecnica, pazienza e osservazione.
Nonostante la difficoltà, è stato emozionante riuscire a catturare questo “spettacolo” in movimento.
E tu, quale aspetto della fotografia naturalistica ti affascina di più? Perché?
Testo e foto di Alvaro Foglieni


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