Alpe Giumello: un balcone sul lago di Lecco

Poco distante da Milano, in Alta Valsassina, c’è l’Alpe Giumello (1.536 mt/slm), un’incantevole località situata sul Monte Muggio, nel comune di Casargo (LC).
E’ un vero e proprio balcone naturale sul lago di Lecco, con un’ottima vista anche sulle montagne che fanno da cornice: il Pizzo dei Tre Signori, la Grigna Settentrionale e il Monte Legnone.
Ho scelto questa località perché è il set ideale per un workshop di fotografia paesaggistica.

Si arriva all’Alpe seguendo la strada asfaltata (stretta e molto tortuosa) che da fondo valle porta al grande parcheggio in quota (gratuito).
Una volta parcheggiata l’auto, puoi scegliere quale itinerario percorrere:
– l’anello del Monte Muggio (facile, prevalentemente in piano e con minime pendenze),
– la salita alla croce sul Monte Muggio (più impegnativo, con una pendenza importante).

Per realizzare questo tutorial, ho scelto di camminare lungo il sentiero più semplice e panoramico.
Dal parcheggio si prosegue verso il “micro” paese di Giumello (abitato da 10 persone, poche casette e il Rifugio Capanna Vittoria) per poi proseguire lungo un sentiero in piano comodo e ben tracciato, che se percorso per intero gira tutt’intorno al Monte Muggio e ti riporta all’auto (durata 2,5 ore).
Già subito dopo il villaggio, si gode di una vista meravigliosa: il lago di Lecco a fondo valle, circondato da un’interrotta catena montuosa.
Man mano che si prosegue, il panorama si apre sempre più offrendo nuovi scorci e spunti per foto.

Il paesaggio è caratterizzato da una natura integra, con boschi spontanei di larici e rododendri ed estesi manti erbosi.
L’Alpe Giumello ha il vantaggio di essere completamente isolata dalle altre montagne vicine, in questo modo la visione sulla Valsassina, sulla Valvarrone, sul lago di Lecco e sulle vette circostanti è libera e a 360°.
L’Alpe è un alpeggio ancora in uso e nella stagione estiva è possibile trovare bestiame al pascolo e acquistare i prodotti locali.

Continuando sul sentiero, si arriva in un punto panoramico a picco sul Lago di Lecco.
Sotto, i paesi di Bellano e Dervio e davanti, oltre la sponda comasca del Lario, le Alpi Svizzere ed il lago di Lugano.
E’ la posizione ideale per scattare foto paesaggistiche.

La difficoltà principale che dovrai affrontare in questo tipo di immagini è far capire all’osservatore il senso di vastità e profondità di una veduta.
La tua foto è in realtà molto più piccola del paesaggio ed è bidimensionale, non ha la prospettiva.
Operando sulla composizione e sfruttando la successione dei piani, le darai struttura e profondità.

Una fotografia di paesaggio ben riuscita è costituita da 3 elementi:
– primo piano,
– terra di mezzo,
– sfondo.

Per quanto semplice possa sembrare, molti fotografi lo dimenticano e pongono tutta l’attenzione solo su uno degli elementi, tralasciando gli altri due.

• Primo piano.
E’ la zona del paesaggio più vicina al fotografo.
E’ un importante elemento compositivo da tenere sempre in considerazione quando si effettua un’inquadratura.
Dai alla tua foto un senso di profondità inserendo in primo piano un punto di interesse: fiori, cespugli, manufatti (panchina, abbeveratoio, staccionata, ecc.), animali o persone.
In questo modo, l’occhio dell’osservatore è indotto a comportarsi come farebbe dal vivo: passa dal primo piano allo sfondo e torna indietro.
Il senso di profondità, renderà la tua foto realistica e tridimensionale.
In aggiunta, scegliendo un oggetto familiare, aiuterai lo spettatore a determinare la scala (dimensione e distanza) fra i componenti della scena.

• Terra di mezzo.
E’ la parte del paesaggio che sta tra gli oggetti più vicini al fotografo e gli elementi più lontani, sullo sfondo.
Cerca un soggetto interessante presente in quello spazio, es. un albero, un lago o prato ricco di fiori e mettilo in evidenza.
Aggiungere un elemento centrale può essere una cosa complicata, ma col tempo imparerai che a volte basta spostarsi di pochi metri per ottenere l’inquadratura desiderata e valorizzare il risultato finale.
Ora, imposta la priorità di diaframma (valore ideale f/11 o f/16) e punta la fotocamera su quell’elemento.
Deve diventare il punto focale dell’intera scena.
E’ importante offrire qualcosa all’osservatore su cui posare l’occhio, prima di proseguire sullo sfondo.

• Sfondo.
E’ l’insieme degli elementi collocati sullo sfondo, ossia i componenti più lontani rispetto alla posizione del fotografo.
Possono essere le nuvole nel cielo o le montagne, l’orizzonte marino, lo sky-line di una città, ecc.
E’ molto importante che tutte le aree presenti nel fotogramma siano perfettamente a fuoco. Pertanto, usa un diaframma chiuso (f/11 o f/16).

Conclusioni
L’Alpe Giumello offre al visitatore la possibilità di dedicarsi alla fotografia naturalistica in modo totale e divertente in cui scattare foto ai paesaggi, macro a fiori e farfalle e praticare con successo caccia fotografica, ecc.
L’importante, quando scatti foto di panorama, è ricordarsi di incorporare i 3 elementi descritti sopra.
Così facendo, le tue immagini avranno una profondità di campo che saprà conquistare l’occhio dell’osservatore e le tue foto non saranno più solo delle semplici istantanee, ma il racconto di uno spettacolo della natura.

Testo e foto di Alvaro Foglieni

Se ti è piaciuto l'articolo, condividilo su:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *