Escursione fotografica: “Fotografia naturalistica a 360°”

In questo Agosto super caldo ho tentato più volte di far “caccia fotografica“, ma l’afa e le alte temperature hanno reso difficile (…e sudata) ogni mia escursione.
Già l’estate non è il massimo in quanto ad avvistamenti: la stagione del corteggiamento è finita e gli uccelli sono più appartati e sfuggenti perché impegnati nella cura della prole.
In aggiunta, va detto che nelle torride giornate estive, gli uccelli adattano le loro attività quotidiane in base al clima, cioè sono molto meno attivi nelle ore più calde e più efficienti quando il Sole è meno rovente.

Il detto “… con il solleone non si pratica birdwatching…” è risultato molto vero: posso dire di non aver visto un uccello dalle 8 alle 18.

Come ho risolto il problema di … astinenza da foto?

Ho messo in atto due soluzioni:
• Basta giornate sudate ed escursioni a vuoto in pianura, sono andato a far foto in montagna!
• La fotografia naturalistica non è solo “caccia fotografica” agli animali (uccelli o mammiferi), ma è un genere fotografico che rivolge la propria attenzione anche ai fiori, agli insetti ed all’ambiente naturale.

La montagna diventa pertanto la meta ideale per trovare ristoro al caldo della pianura e la fotografia naturalistica si arricchisce di altri generi fotografici: paesaggistica (ripresa di panorami) e macrofotografia (foto di piccoli soggetti).

La meta del mio viaggio è l’alta valle del Lys (località Staffal) ed il punto di partenza per l’escursione è il colle Sant’Anna (2.182 mt), dal quale si gode una vista meravigliosa del Monte Rosa oltre che molte altre belle cime e massicci.

Dal colle Sant’Anna si segue una carreggiabile che porta al punto di ristoro Sitten (2.300 mt) e si prosegue fino al colle Bettaforca (2.727 mt).
E’ impossibile sbagliare strada!
L’itinerario, privo di pericoli e praticabile da tutti, permette di scoprire una natura aspra e selvaggia, contornata da paesaggi incantevoli e mozzafiato.

Siamo nella fascia delle praterie alpine, oltre il limite del bosco fitto.
L’ambiente è rappresentato principalmente da pascoli e prati.
L’altitudine ed il clima influenzano fortemente la flora.
A causa del vento che soffia spesso con forza, cresce solo qualche raro arbusto di bassa statura (rododendro, ginepro, pino mugo)
Il clima rigido impone che la fioritura dei fiori alpini sia concentrata in luglio e agosto, quando il clima è più mite.

Fotografare un fiore è sicuramente il modo migliore per custodire il ricordo indelebile di quel incontro.
Quando si ritrae un fiore nella sua “più o meno” totalità (intero con gambo e foglie o solo la corolla con 3/4 di gambo) non possiamo parlare di macrofotografia, ma di “foto ravvicinata” (in termine tecnico: close up).

Ecco le strategie fotografiche che ho messo in atto, per fotografare al meglio i fiori che ho trovato lungo il cammino.
Sono semplici suggerimenti che ti daranno la possibilità di fare belle foto.

1. Fotografa il fiore dal suo stesso livello

Evitata di fotografare il fiore dall’alto verso il basso, stando in piedi davanti a lui.
Abbassati fino ad arrivare ad avere la fotocamera al suo stesso livello.
Una volta che ti trovi alla sua altezza, non scattare subito, ma osservarlo da diverse angolazioni: prova leggermente obliquo dall’altro, mettiti di lato parallelamente a lui, inclinando l’obiettivo verso l’alto o guardandolo dalla parte opposta rispetto a dove sei.
L’angolo di ripresa influisce in modo determinante sulla composizione finale.

2. Avvicinati molto

La fotografia di fiori, impone che il soggetto principale sia il vero protagonista, ossia occupi il maggior spazio possibile del fotogramma.
Ciò è possibile avvicinandosi molto al fiore.
Spesso i fiori hanno ridotte dimensioni e solo andando molto vicino potrai riempire il fotogramma.

3. Controlla lo sfondo

Quando si fotografa un fiore (in un prato o in un bosco) bisogna porre molta attenzione allo sfondo.
È possibile infatti che nell’inquadratura entrino elementi di disturbo (es: steli d’erba, rami, foglie o anche brutti elementi urbanistici) che tolgono importanza al soggetto principale.
Se il disturbo non si può eliminare, puoi agire in due modi:
• spostati, cambia punto di ripresa,
• imposta diaframmi molto aperti in modo di lasciare lo sfondo o le aree periferiche fuori fuoco.

4. Poco è bello

Più elementi inseriamo nella nostra foto, più motivi di distrazione daremo dell’osservatore.
Non includere troppi fiori diversi, troppe piante vicine o lontane, insetti, case e animali.
Fotografa il fiore da vicino e curate lo sfondo, in questo modo limiterai il numero di oggetti presenti nell’inquadratura.

5. Trovato un bel fiore, scatta, scatta, scatta!

Scattare più di una foto allo stesso soggetto permette di avere molte immagini a disposizione una volta a casa.
Scatta foto da tutte le angolazioni possibili, in modo di scegliere la migliore.

6. L’importante è la messa a fuoco

Nella fotografia naturalistica, sapere cosa mettere a fuoco è molto importante.
Se stai fotografando un campo di fiori, è molto meglio una messa a fuoco selettiva, rispetto ad una marea di fiori tutti a fuoco.

Devi guidare l’occhio dello spettatore in un punto preciso, pertanto metti a fuoco ad 1/3 della distanza.
Ricorda: se fotografi un pascolo fiorito, inserisci sempre uno sfondo interessante (es. una montagna).
Se invece fotografi un solo fiore, isolalo da tutto.
In questo caso l’ideale è avere uno sfondo semplice: una roccia grigia, un angolo di terra scura, un cielo blu privo di nuvole o l’erba verde del prato.

Chi pratica “caccia fotografica” esprime amore e passione per gli uccelli o i mammiferi.
In una bella immagine di animali in libertà non c’è quindi solo capacità tecnica, ma anche sentimento, curiosità, interesse, impegno e tanta, tanta pazienza.
Fotografare gli insetti non è diverso.

Camminando in alta quota, è facile vedere dei fiori selvatici e le farfalle che si poggiano su essi.
Fotografare una farfalla però non è una cosa facile, vola in continuazione e ti costringe a seguirla a lungo prima di averla finalmente posata su un fiore con le ali spiegate.
A me è capitato più di una volta che proprio quando ero sul punto di metterla a fuoco e scattare, lei richiudeva le ali e s’involava nuovamente.
L’esperienza mi ha insegnato che per scattare delle belle foto di farfalle, è necessario possedere perseveranza, pazienza e conoscere qualche trucchetto.

Di seguito troverai qualche informazione su come procedo quando fotografo le farfalle.

Per avere una “perfetta messa a fuoco” di una farfalla, tengo in considerazione 3 punti: gli occhi, l’estremità dell’ala e la coda.
Tutti questi elementi devono risultare nitidi nella foto, pena l’eliminazione dell’immagine.
Quando la farfalla è posata ed ha le ali aperte, controlla prima di scattare la foto che questi 3 parti siano a fuoco.

Anche per le farfalle, come per i fiori, lo sfondo è molto importante.
Meglio avere uno “sfondo sfocato”, piuttosto che un fondale confuso e caotico.
Per ottenere uno sfondo sfocato, imposta un diaframma aperto (es: f/4 o f/5,6) se ci sono oggetti (es: steli d’erba, rami, petali di fiore) vicini alla farfalla.
Se invece dietro la farfalla non c’è nulla di vicino (es. il cielo), usa un’apertura più chiusa (f/11).

“L’autofocus” ti aiuta solo se il soggetto è ad una media distanza (1-1,5 mt) e in movimento, se la fotografi da vicino (0,20-0,50 mt) ed è ferma, è meglio la “messa a fuoco manuale”.

Scatta in “priorità di apertura” (AV su Canon – A su Nikon) e usa la “misurazione della luce spot”.
L’esposimetro della fotocamera può essere ingannato da false luce (fiori chiari) o false ombre (sfondo scuro).
E’ meglio quindi misurare solo un’area specifica del soggetto o della scena.

Fotografando a mano libera (senza cavalletto) è importante impostare la corretta velocità di scatto, al fine di evitare foto mosse.
Se la farfalla è posata, scatta con un tempo di otturazione non inferiore ad 1/125s.
Se la farfalla è in volo, il tempo di scatto dovrà essere superiore a 1/1000s.

Dal punto di vista qualitativo, il massimo della definizione l’avrai impostando una sensibilità pari o inferiore a ISO100.
A volte, per mantenere un adeguato rapporto tempo / diaframma, sarai costretto ad aumentare il valore di ISO.
Fallo, non preoccuparti!
È molto meglio avere una foto con rumore, che non averla scattata!

Dopo aver immortalato la flora e la fauna alpina, non puoi tornare a casa senza una foto paesaggistica.
Una gita in montagna è più bella se ti porti a casa in ricordo fotografico della località che hai visitato.
Ma come evitare foto banali? …stile cartolina illustrata?
Per ottenere foto panoramiche interessanti è importante decidere qual è il soggetto principale.

Che sia una vetta che spicca nel cielo o una visione suggestiva della vallata, dovrai impostare la composizione seguendo la “regola dei terzi”: non mettere mai al centro dell’inquadratura l’elemento principale, ma sempre leggermente di lato.

Nella fotografia paesaggistica di montagna, è vitale avere tutta la scena a fuoco.
La soluzione a tale requisito è l’uso di un obiettivo grandangolare e impostare un diaframma chiuso.
Utilizza il diaframma f/11 (o max f/16) ed avrai tutta la scena a fuoco.

Nessuna fotocamera sarà in grado di mostrare la prospettiva così come la vedi tu quando guardi un panorama.
Per avere la profondità di campo dovrai mettere in atto un trucco: inserisci un soggetto in primo piano (es: un fiore, un albero, una baita) e poi scatta la foto.
L’immagine assumerà così una tridimensionalità, chi guarda la tua foto capirà che esiste una distanza tra l’elemento in primo piano e lo sfondo.

Conclusioni
Gli scatti presentati sono il risultato di un’escursione in montagna alla ricerca di soggetti da fotografare.
Non sempre la mia fatica e la mia aspettativa è stata ripagata.
Mi è infatti capitato mentre mi arrampicavo lungo il sentiero, di non incontrare alcun animale.
In montagna, la fauna selvatica è più difficile da fotografare, richiede più tempo, più pazienza e più resistenza.
Bocciare una località solo perché non si è fatta una proficua caccia fotografica ritengo sia un errore.
La natura ci offre spettacoli unici e la fotografia naturalistica ha il compito di documentarli.
Chi pratica caccia fotografica ed abita in una località industriale e fortemente urbanizzata, sa bene che la natura selvaggia è uno dei soggetti più difficili da catturare.
Però, la fotografia naturalistica offre moltissime possibilità e soggetti da fotografare.
La natura è ovunque, a te il compito di renderla immortale con un tuo scatto!

Testo e foto di Alvaro Foglieni

Se ti è piaciuto l'articolo, condividilo su:

Nessun commento

  1. La montagna….un posto stupendo per noi amanti della natura che ci puo’ regalare per i nostri scatti paesaggi mozzafiato e come ci ha illustrato Alvaro una moltitudine di fiori colorati da fotografare.
    Anche gli insetti e le farfalle danno a tutti la liberta’ di scatenare le proprie passioni fotografiche.
    Quindi anche senza il birdwatching e le fotografie all’avifauna in estate ci possiamo divertire.
    Complimenti come sempre alle meravigliose fotografie

  2. Ho letto di nuovo questo post e volevo aggiungere, per la mia esperienza, che le farfalle stazionano di più sui fiori intorno alle 12.30 e alle 16.30 circa. Tantissimi anni fa fotografai moltissime farfalle durante questo orario prevalentemente in Trentino. Sono diapositive e dovrò prima o poi farle diventare digitali.

    1. Author

      Grazie mille Elena per questa tua preziosa testimonianza.
      Spero anche di vedere presto le tue farfalle del Trentino.
      Chissà che elaborazioni ci presenterai!

      Amici lettori, visitate il blog di Elena ( https://nonsolocampagna.wordpress.com/ ), sono pagine ricche di interessanti riflessioni e splendide foto.
      Una vera chicca!

      1. Spero di farlo. Devo acquistare “l’accrocchetto” per farlo. Tieni conto che nel 1984/85 quando ho fatto la maggior parte delle foto le feci con una Konica autoreflex, anelli distanziatori e flash non anulare. Il flash mi serviva per non avere foto mosse ed usavo la massima chiusura. Poi ho avuto l’obiettivo macro ma mi piaceva di meno. Poi ho smesso per lungo tempo ma questa è un’altra storia …

  3. Author

    “Poi ho smesso per lungo tempo ma questa è un’altra storia …”

    Perchè non la racconti?
    Ora hai incuriosito tutti i lettori!

  4. A parte gli alti costi che mi comportava questo hobby dato che facevo anche delle stampe piuttosto costose per partecipare a concorsi o per metterle al muro, ho cominciato un’attività intensa nel campo dell’informatica che mi ha tarpato la creatività. Poi vicende della vita molto impegnative mi hanno intristito. Per gli ultimi dieci anni mi sono dedicata al volontariato. Ora ho più tempo libero e la passione per la fotografia è tornata anche perchè ho lo spazio virtuale per mostrarle. Io amo anche dipingere ma lo faccio poco perchè quando le pareti di casa sono riempite e gli amici soddisfatti o fai il salto di qualità o ti fermi. Ne parlerò in un post …

    1. Author

      Grazie per aver condiviso con tutti noi questi aspetti della tua vita.
      Sarà un piacere leggere il post specifico.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *