All’inizio, quando avvistavo un uccello posato, il mio primo istinto era puntare la fotocamera, inquadrarlo e scattare rapidamente una raffica di foto.
Questo metodo è efficace e garantisce la maggior parte delle immagini che otteniamo, specialmente quando il soggetto è fermo.
Ancora oggi lo utilizzo spesso, soprattutto per non perdere l’attimo.
Tuttavia, con il tempo mi sono reso conto che queste foto, seppur ben realizzate, risultavano piuttosto statiche e poco coinvolgenti per chi le osservava.
Ho quindi deciso di cercare nuove strade per rendere i miei scatti più interessanti.
Ecco l’evoluzione dei miei scatti.
Ritratto
Ho iniziato la mia esperienza da fotografo della natura dedicandomi soprattutto ai ritratti: immagini in cui l’animale, ripreso di profilo e immobile, mostra tutta la sua bellezza.
Questi “ritrattoni” rappresentano ancora oggi la maggior parte del mio archivio e sono perfetti per esaltare colori e dettagli.
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Dal punto di vista tecnico, una grande apertura di diaframma aiuta a sfocare lo sfondo, mettendo in risalto il soggetto.
Tuttavia, dopo un po’, la ripetitività di queste foto mi ha spinto a cercare nuove prospettive.
È stato allora che ho esplorato un approccio più narrativo alle mie immagini.
Ritratto ambientato
Il passo successivo è stato inserire l’animale nel suo ambiente naturale, raccontando non solo il soggetto ma anche il contesto in cui vive.
Questo tipo di fotografia stimola la creatività e permette di utilizzare anche obiettivi grandangolari o persino lo smartphone.
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Anche se il soggetto appare più piccolo nel fotogramma, l’attenzione dell’osservatore rimane focalizzata su di esso grazie a una buona composizione.
Consiglio di usare un diaframma chiuso per avere tutto a fuoco e di seguire la regola dei terzi, evitando il soggetto al centro.
In questo modo, ogni elemento della scena contribuisce a raccontare una storia più completa.
Azione
Nonostante i progressi, sentivo che mancava ancora qualcosa: il dinamismo.
Ho iniziato a cercare di catturare momenti di vita attiva dell’animale, come il corteggiamento, la caccia o la cura dei piccoli.
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Questi scatti sono più difficili da ottenere, perché richiedono pazienza, conoscenza del comportamento animale e prontezza nel fotografare l’istante decisivo.
È utile impostare la fotocamera su tempi veloci, come 1/2000”, e scattare in raffica per non perdere il momento.
Col tempo, molti fotografi sentono questa stessa esigenza: andare oltre il ritratto statico e raccontare l’azione, rendendo le immagini più vive e coinvolgenti.
E voi, avete già provato lo stesso desiderio di cambiamento?
Come l’avete risolto?
Testo e foto di Alvaro Foglieni
Inviateci le vostre esperienze.
La perfezione è nell’attimo: catturate l’essenza del movimento naturale senza esitare, ogni secondo è prezioso.
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