La fotografia naturalistica è una passione che mi porta a vivere esperienze uniche, alcune delle quali toccano profondamente il cuore.
Oggi voglio condividere con voi un episodio che mi ha particolarmente colpito: l’incontro con un pulcino di Folaga abbandonato.
Questa storia mi ha fatto riflettere su quanto la natura possa essere crudele, ma allo stesso tempo mi ha spinto a migliorare come fotografo e come persona.
Spero che leggendo questo articolo possiate non solo trarre ispirazione per le vostre foto, ma anche apprezzare la bellezza e la fragilità della vita selvatica.

Qual è il comportamento di una Folaga maschio con i suoi piccoli?
Sono in un capanno fotografico per scattare qualche foto agli Svassi maggiori.
È un momento di calma e osservo una famiglia di Folaghe, adulti con pulcini.
Un genitore si tuffa e quando riemerge con il cibo lo distribuisce ai piccoli che galleggiano intorno a lui.
Poco lontano, un movimento attira la mia attenzione: un piccolo pulcino di Folaga, solitario, isolato da tutti gli altri.
Perché un uccello adulto può attaccare un pulcino della sua stessa specie?
“Magari è stato lasciato indietro per errore e ora la famiglia torna a prenderlo”, penso tra me e me.
Sono rimasto stupito di non averlo notato prima considerando che sono passato proprio davanti a dove si trova.
A un certo punto, l’adulto nuota verso di lui.
Immagino: “adesso darà da mangiare al piccolo”, invece non voleva nutrirlo, ma aggredirlo.


Le folaghe possono rifiutare o aggredire un pulcino se è più piccolo o debole degli altri?
Dopo alcuni attacchi con beccate, l’adulto si allontana.
Una cosa mi ha colpito: il pulcino era molto piccolo, molto più piccolo degli altri.
Sinceramente ho iniziato a dubitare che appartenesse effettivamente a quel gruppo di famiglia.
È possibile che sia stato rifiutato proprio a causa della sua diversità?
È possibile che un pulcino venga adottato da una famiglia di uccelli diversa?
Mi sono messo a osservare meglio il pulcino solitario.
È piccolo, fragile e tremante, probabilmente a causa dell’acqua fredda, del vento e del recente attacco subito.
È solo, minuscolo e indifeso in un immenso lago.


Quali sono i principali pericoli per un pulcino di uccello acquatico rimasto isolato?
Dopo 5-6 minuti, il pulcino inizia a nuotare.
Le ondine lo sballottavano, ma lui continua ad avanzare.
Da come si muove, capisco che è interessato a cercare cibo e a controllare che non ci siano pericoli “alati” nelle vicinanze.
La sua innata lotta per la sopravvivenza gli dà una forza incredibile!
Come si attiva l’istinto di sopravvivenza in un pulcino separato dalla famiglia?
Costeggia la riva e a volte prova a risalire dall’acqua, ma dopo alcuni tentativi si rende conto che è impossibile.
La sua presenza ha attirato l’attenzione di diverse anatre che nuotavano nelle vicinanze e ogni volta che un uccello più grande si avvicina, il pulcino si immobilizza.
Osservare questo comportamento mi ha fatto capire quanto sia difficile per un essere così piccolo sopravvivere in un ambiente pieno di potenziali predatori.


Quali sono le strategie di difesa dei pulcini contro i predatori?
Alla fine, il pulcino rinuncia a uscire dall’acqua.
Trova un luogo riparato dal vento e li si ferma.
Torno a occuparmi degli Svassi, ma proprio nel momento in cui distolgo lo sguardo, il pulcino si muove.
Colgo il movimento con la coda dell’occhio, mi giro rapidamente per vedere cosa fa, ma la vegetazione sulla sponda me lo nasconde.
Come si nascondono i pulcini di folaga per sfuggire ai pericoli?
Una volta sparito dalla vista, non lo più rivisto.
Questa esperienza mi ha fatto riflettere sulla dura realtà della natura, sulla legge della sopravvivenza del più adatto, anche quando vorremmo che le cose andassero diversamente.
Come fotografi naturalisti, siamo spesso testimoni di momenti di grande bellezza, ma anche di situazioni che ci mettono di fronte alla crudeltà della vita selvatica.


Qual è il ruolo dei fotografi della natura?
Questa vicenda mi ha insegnato molto, non solo come fotografo, ma anche come essere umano.
Mi ha ricordato l’importanza di osservare attentamente ciò che ci circonda, di cogliere i dettagli e di essere pronto a catturare momenti unici, anche quando sono dolorosi.
Mi ha anche spinto a riflettere sul nostro ruolo come fotografi naturalisti e sulla responsabilità che abbiamo nel raccontare storie autentiche, nel sensibilizzare il pubblico sulla bellezza e la fragilità della natura.
Conclusioni
Spero che questa storia, possa ispirare altri appassionati di fotografia naturalistica a guardare il mondo con occhi nuovi.
Osservare gli uccelli nel loro habitat naturale è un’esperienza affascinante.
Qual è il comportamento più curioso che hai osservato in un uccello selvatico?

Testo e foto di Alvaro Foglieni


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