Macro – Un soffio di vento

I fiori sono spesso considerati dei soggetti immobili, non scappano quando ti avvicini, rimangono nello stesso posto tutto il giorno e non reagiscono se li tocchi.
Tuttavia, si muovono e quando lo fanno, creano sfide notevoli per il fotografo.
La causa più comune del movimento è il vento, la cui azione influisce notevolmente sulla qualità della foto.
In effetti, la distanza ravvicinata e l’uso di diaframmi aperti riducono notevolmente la profondità di campo.
L’area di messa a fuoco è notevolmente ridotta e il movimento del fiore impedisce di mirare esattamente il punto su cui si desidera mettere a fuoco.
Per minimizzare il problema del mosso e dello sfocato, è necessario che la fotocamera scatti il più rapidamente possibile.
Imposta la priorità di tempo a 1/500″ o più veloce e scatta a raffica in modo da poter realizzare quante più foto possibile semplicemente tenendo premuto il pulsante dell’otturatore.

Per aumentare la percentuale di successo, esistono anche altre soluzioni che puoi mettere in atto:

• innanzitutto, puoi provare a creare uno scudo con il tuo corpo per “proteggere” il fiore dal vento.
È la soluzione più semplice, ma non la più efficace.
Non sempre il fiore è sul terreno, a volte è ad altezza uomo in un cespuglio o più in alto, sul ramo di un albero
Potresti non essere in grado di bloccare completamente il flusso d’aria e il soggetto continuerebbe a muoversi, soprattutto in presenza di raffiche occasionali più forti.

• Un’alternativa è fotografare al mattino presto prima che il Sole riscaldi la Terra, azione che mette in moto la … “macchina del vento”.
Poco dopo l’alba (e per almeno tre ore dopo), l’aria è generalmente immobile e grazie anche all’eccellente qualità della luce (golden hour), è il momento della giornata migliore per la macro.

• Una soluzione molto usata è tenere il soggetto fermo: esistono elementi di serraggio realizzati appositamente per la macrofotografia che non danneggiano il fiore (plamp o pinze snodate).
Se non vuoi spendere soldi, usa sistemi artigianali come mollette per i panni, lacci di metallo rivestiti di plastica colorata usati per la chiusura dei sacchetti di plastica o un pezzo di spago.
Basta fissare il fiore ad un bastoncino infilato nel terreno e …il gioco è fatto.

• Anche per i fiori che crescono bassi al suolo, una leggera brezza può piegarli, specialmente nelle aree aperte.
Spesso la macrofotografia è un gioco di pazienza in attesa di pause senza il vento.
Consiglio di portare un “paravento” artigianale per fermare l’aria, tipo un foglio di plastica rigido di colore bianco traslucido, da fissare a due o tre bastoncini/ferri da calza infilati nel terreno.

CONCLUSIONI
Quando fotografi fiori selvatici è importante non calpestare o distruggere l’ambiente intorno a loro.
Goditi il momento, scatta molte foto, ma lascia il tutto come l’hai trovato in modo che possa essere fotografato anche da chi verrà dopo di te.
Unisciti al Gruppo fotografico Pixel di Natura per saperne di più sulla macrofotografia, incontrerai altri entusiasti che condividono la tua stessa passione.
Siamo un club di fotografi amatoriali con sede a Milano che accoglie gli amanti della fotografia naturalistica di ogni livello, dal principiante all’esperto.

Testo e foto di Alvaro Foglieni

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