Macro – Messa a fuoco

Sfruttando le belle e tiepide giornate di questo inverno anomalo, qualche giorno fa, sono andato in montagna per vedere se erano già spuntati i fiori che annunciano la primavera.
La meta è stata il passo del Pertus un valico prealpino a quota 1200mt, che mette in comunicazione la Valle Imagna (BG) con la Valle San Martino (LC).
Dalla cima, il panorama è mozzafiato e lo sguardo spazia dai laghi briantei alle vette delle Alpi tra cui spicca il Monte Rosa.
Lasciata l’auto nel grande posteggio nei pressi nei pressi del laghetto, ho seguito il crinale, in direzione del Resegone.
I prati avevano ancora l’aspetto invernale, ma già si potevano vedere i primi fiori primaverili.

La macrofotografia dei fiori, presenta alcune sfide che possono essere affrontate e superate con un po’ di esperienza.
Tra le più impegnative c’è la profondità di campo.
Indipendentemente da ciò che fai, nella macro la zona nitida a fuoco sarà sempre molto ristretta.
Ricorda:
– Più ingrandisci il soggetto, più la profondità di campo sarà limitata.
– Più ti avvicini, più l’area a fuoco sarà ridotta.
È una questione di fisica non dell’attrezzatura che utilizzi o della tecnica che impieghi per fotografare.
Nella macrofotografia, è molto importante avere il controllo della profondità di campo.
Questo non significa che tutti gli elementi di una scena devono sempre essere a fuoco, a volte è utile sfruttare una profondità di campo ridotta per attirare l’attenzione dello spettatore su una determinata area.
A prescindere dalle intenzioni, il punto di messa a fuoco diventa una componente fondamentale per la buona riuscita dell’immagine.
Devi scegliere con molta attenzione quello che nel fotogramma deve apparire definito e nitido e ciò che può essere sfocato.
Se sbagli il punto di messa a fuoco l’intera immagine risulterà sfocata e confusa.
Il problema può essere evitato prestando particolare attenzione in fase di composizione.
Prima di scattare, devi semplicemente individuare qual è la cosa più importante sulla scena e una volta inquadrato, devi verificare che attiri realmente l’attenzione dello spettatore.
Queste due operazioni possono essere accertate scattando una foto di prova e controllando il risultato sul display della fotocamera.
Ingrandisci l’immagine nel punto in cui dovrebbe essere nitida e esamina con attenzione.
Capire chi è il protagonista della foto, è molto importante.
Ecco alcuni suggerimenti per aiutarti a determinare il miglior punto di messa a fuoco:
• Qual è il punto chiave della composizione? … è bene a fuoco, nitido?
• La luce ha una grande influenza su ciò che uno spettatore vede in una fotografia.
Se la luce evidenzia un soggetto, quello viene interpretato come il protagonista dallo scatto.
• Gli occhi sono a fuoco?
Se fotografi insetti, ragni o altre creature piccole, assicurati che gli occhi siano a fuoco.
Le persone si aspettano che gli occhi degli esseri viventi siano nitidi, in caso contrario, l’immagine è considerata sfocata.
Purtroppo, le dimensioni ridotte di molti soggetti ti obbligano ad arrivare ad una distanza che causa serie difficoltà di messa a fuoco.
Per risolvere il problema, è opportuno utilizzare un obiettivo macro.
Il mio Canon EF 100mm f/2.8L Macro IS USM mi permette di avvicinarmi fino a 30 cm, assicurandomi un rapporto di ingrandimento 1:1, ossia le dimensioni del fiore sul sensore della fotocamera sono uguali a quelle reali.
Ricorda: maggiore è l’ingrandimento dell’obiettivo, migliori saranno le opportunità di realizzare immagini ben dettagliate del fiore.
Questo è il motivo per cui in genere raccomando un obiettivo macro per chi si vuole specializzare in questo genere di fotografia naturalistica.
Per una perfetta messa a fuoco, utilizza la seguente tecnica:
· avvicinati fino a quando il fiore non può più essere messo a fuoco;
· a questo punto, spostati leggermente avanti e indietro fino a quando non scopri il “punto” in cui il soggetto diventa nitido.
Spesso è solo questioni di millimetri.
A volte, la messa a fuoco può risultare più difficile di quanto pensi, specialmente se preferisci fotografare con la fotocamera in mano.
La ragione dipende dalla profondità di campo che, come abbiamo detto sopra, è sempre molto limitata.
Il sistema cerca il punto di messa a fuoco, ma è difficile mantenere la fotocamera ferma per consentire all’auto focus di bloccarsi sul soggetto.
Un cavalletto può essere la soluzione per le situazioni più complicate.
Conclusioni
Scatta sempre più fotogrammi per ogni composizione e concentrati ad ogni inquadratura.
A volte ciò che sembra buono nel mirino della fotocamera, non lo è quando lo rivedrai al computer, ma con molti fotogrammi a disposizione sono sicuro che avrai almeno una foto con l’area nitida esattamente dove la volevi.

Testo e foto di Alvaro Foglieni

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