Essere pigri

Lo ammetto, non tutte le volte che esco con la fotocamera do il massimo.
A volte non c’è abbastanza tempo, in altri casi mi manca la creatività.
Ho parlato di questo comportamento con amici fotografi ed abbiamo dedotto che questo atteggiamento è frutto della nostra pigrizia.
Ma si, capita che ogni tanto si sia un po’ svogliati.
Il problema principale del fotografo pigro è la qualità delle proprie foto: banali, poco creative, ripetitive, piatte.
Non sei soddisfatto della qualità dei tuoi scatti?
Forse sei semplicemente un fotografo pigro!
Ecco alcuni segni che identificano un fotografo “poltrone”.
Non hai mai aperto il manuale della fotocamera
Sebbene non sia la lettura più avvincente, il manuale di istruzioni della tua fotocamera contiene molte informazioni utili, per esempio a cosa servono tutti quei pulsanti e che come attivare le varie modalità.
Queste informazioni ti permetteranno di sfruttare a pieno le tante funzioni della tua macchina fotografica.
Il fotografo pigro non legge le istruzioni e si limita ad utilizzare le poche procedure che conosce.
È invece importante dedicare un po’ di tempo a leggere, pagina per pagina, il manuale dell’utente della fotocamera.
Mentre lo sfogli, usa la tua fotocamera per impostare le varie funzioni.
Fidati di me, ti aiuterà molto più di quanto credi!

Scatti troppo poche foto
Quante foto scatti al giorno? …alla settimana?… e in un mese?
Poche, vero!
No, non raccontarmi scuse!
Conosci il proverbio, “Chi molto pratica, molto impara”?
Se non sei soddisfatto delle immagini che crei, pensa a quante volte esci di casa a vai a fotografare.
Troppo poche, ammettilo!
Quante volte hai detto: “Oggi c’è brutto tempo, pioverà!” o “La luce è troppo forte e dura, tutte le foto saranno troppo contrastate” e sei finito sul divano a navigare in Internet per il resto della giornata?
Restare chiuso in casa, non porterà alcun miglioramento alle tue foto.
Attenzione, non sto dicendo che devi uscire a fotografare tutti i giorni, per ore e ore.
Bastano pochi minuti al giorno dedicati alla fotografia, magari anche solo con lo smartphone mentre vai al lavoro o esci a fare la spesa.
Ti ricordi che sempre in tasca un cellulare che possiede un’ottima fotocamera?
Usa quello!
Così facendo, sarai sulla buona strada per sfuggire alla tua pigrizia fotografica.
In parole povere, smetti di inventare scuse, esci e scatta foto il più spesso possibile!

Composizioni noiose
La cosa più semplice da fare quando si realizza una foto è stare fermo in piedi, portare la fotocamera agli occhi e scattare la foto.
Risultato: immagini tutte uguali, che noia!
Questo è il metodo “pigro” per eccellenza!
Scegli una dozzina di foto dal tuo archivio e verifica se hanno tutte la stessa composizione, la stessa prospettiva e la stessa angolazione.
Se si, sei un fotografo pigro!
È importante dedicare del tempo per valutare quale prospettiva o angolazione si adatta meglio al soggetto.
Raramente la prima idea che ti viene in mente sarà il modo migliore per fotografare una scena.
Quindi, non essere pigro, quando inquadri una scena, alzati, abbassati, spostati a destra e sinistra e cerca punti di vista differenti, migliori.
Questi semplici movimenti ti aiuteranno a dare una svolta al tuo modo di fotografare, indipendentemente dal fatto che si tratti di una persona, un animale o un panorama.

Troppo tempo a sistemare le foto in Photoshop
Se impieghi quattro o cinque ore per rielaborare le foto che sono state realizzate in soli 10 minuti, c’è qualcosa di sbagliato.
Ora, ci sono diverse scuole di pensiero sulla post-produzione.
Da un lato, alcuni pensano che dovresti fare tutto il possibile per ottenere un’immagine perfetta già sul campo.
Altri invece utilizzano la post-produzione per manipolare i colori, aggiungere contrasto, migliorare la definizione e così via.
Entrambi le correnti vanno bene.
Ma, se stai spendendo gran parte del tuo tempo a correggere gli errori in post-produzione invece di migliorare le tue foto, potresti essere un fotografo pigro.
Questo non vuol dire che raddrizzare un orizzonte storto o mettere un po’ di luce in una specifica area dell’immagine non siano a volte necessarie, ma se sei sul campo e mentre componi lo scatto, pensi “…ma si, va bene così, tanto c’è Photoshop…”, c’è un problema.
L’hai detta questa frase, vero!?

La tua strumentazione fotografica non centra
Credere che “…ah se avessi una macchina fotografica migliore…”, risolva i problemi che hanno le tue foto, stai sbagliando.
La fotocamera o l’obiettivo non centrano nulla con la qualità della composizione che hai scattato.
Usata nel modo migliore, anche una vecchia macchina fotografica malconcia scatterà foto incredibili.
Un fotografo pigro con la fotocamera più costosa del mondo riuscirà comunque a scattare una foto terribile.
Ciò che fa la differenza sei tu, non la tua attrezzatura o quanti soldi spendi.
Ovvio, utilizzare le ultimissime novità fa la differenza in fatto di nitidezza e risoluzione, ma una bella fotografia nasce dall’esperienza, dalla pazienza, dalla conoscenza e dal provare e riprovare.
Non nasconderti dietro l’attrezzatura, esci e fotografa.
Pigro!

Conclusioni
All’alba? …troppo presto. Il clima? …troppo freddo. In estate? …troppo caldo. Il cavalletto? …troppo pesante. Domani sul fiume? …ci sono già stato, non c’è nulla.
Ho lavorato troppo,… quel posto è lontano, …potrebbe piovere!
Smetti di inventare scuse, esci e scatta foto.
Se vuoi avere foto migliori, non essere pigro!

Testo e foto di Alvaro Foglieni

2 commenti

  1. Ma puoi anche scattare in casa per conoscere certe funzioni della tua macchina, appena lette sul manuale che hai aperto dopo che Alvaro ha sollecitato il tuo amor proprio

    Filippo

    1. Author

      Hai ragione Filippo, leggere il manuale dell’utilizzatore e provare direttamente e subito sulla fotocamera le tante opzioni descritte, è il metodo migliore per capire il comportamento di una determinata funzione.
      Però poi, esci a fotografare e prova subito quella determinata impostazione altrimenti te la dimentichi! 🙂

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