Macro…compatte

Non posso dire di essere un vero fotografo di macro, i miei scatti sono semplicemente dei close-up o primi piani.
Mi piace riprendere da vicino un soggetto, avvicinarmi, ma non troppo.

Sono convinto che ci siano situazioni in cui una prospettiva più ampia produce uno scatto migliore.
Spesso un’immagine con il soggetto che riempie totalmente il fotogramma, non fornisce informazioni sul contesto della foto o sull’ambiente in cui l’hai trovato.
Preferisco fotografare il soggetto su uno sfondo sfocato e diffuso, lasciando un po’ di spazio intorno in cui si intravvede un accenno di habitat.

In ogni caso, anche le foto ravvicinate sono in grado di mostrare i dettagli, la forma e le sfumature di colore di un fiore o di un insetto.
Ci sono due tecniche per fare foto ravvicinate:
– Scattare da più “lontano” in modo che il soggetto risulti più piccolo nel fotogramma
– Utilizzare un grandangolo per produrre un punto di vista più panoramico.
Entrambi i metodi funzionano bene e presentano specifici vantaggi:
– riprendere da “lontano”, riduce notevolmente il rischio di disturbare soggetti timidi o timorosi come gli insetti;
– l’obiettivo grandangolare ti offre la possibilità di avvicinarti molto al soggetto mantenendo la messa a fuoco dalla minima distanza, all’infinito.

Quest’ultima soluzione è quella che preferisco.
Da un po’ di tempo infatti, mi diverto a fotografare gli insetti con la Canon PowerShot G7x Mark 2, una fotocamera compatta dalle grandi qualità e potenzialità.
Per questo particolare tipo di caccia fotografica, scatto sempre con l’obiettivo grandangolare e la funzione “macro” attivata.
La scelta di questa tecnica è dettata dal desiderio di includere nel fotogramma non solo l’insetto, ma anche lo spazio e l’ambiente circostante, in modo da fornire al lettore molte più informazioni del “momento”.
Per avere un risultato positivo è necessario che la situazione sia idonea e le impostazioni della fotocamera corrette.
Gli obiettivi grandangolari possono essere molto efficaci per la fotografia di insetti.
La maggior parte di essi ha distanze di messa a fuoco minime molto brevi, il che significa che puoi scattare foto da molto vicino e fornire un livello di ingrandimento relativamente alto.

Il grande vantaggio del close-up con il grandangolo è la possibilità di sfruttare la tua creatività per realizzare immagini sempre diverse.

Potrai comporre la foto sfruttando lo spazio negativo, ossia l’area che circonda il soggetto principale.
Ovviamente dipenderà dal soggetto, dall’ambiente circostante e dall’effetto che desideri ottenere.
Il soggetto più piccolo risulterà meno dominante, ma …potrai creare una foto che mette in risalto la solitudine.
In alcuni casi la composizione potrà essere minimalista.
Potrai persino raccontare una storia.
Fidati del tuo istinto e non aver paura di essere audace e di sperimentare nuove proposte.
Visto le dimensioni ridotte del soggetto, è importante studiare attentamente dove collocarlo nell’inquadratura.
La “regola dei terzi” è una guida utile da seguire, pertanto lascia sempre più spazio di fronte al tuo soggetto, piuttosto che dietro.

L’aspetto negativo è che per fare una foto d’effetto, l’obiettivo deve trovarsi a una distanza minima dal soggetto.
Questo non solo limita la luce, ma aumenta il rischio di spaventare gli insetti e di farli scappare.

Imparerai ben presto che quando fotografi gli insetti con una compatta non potrai avvicinarti più di tanto , ma ti garantisco che ci sono occasioni in cui una prospettiva più ampia produrrà lo scatto migliore.
Un primissimo piano è l’opzione migliore quando si desidera evidenziare il design e la bellezza di un soggetto o quando si tenta di escludere o mascherare i dettagli dello sfondo poco attraenti e fonte di disturbo.
Tuttavia, fare un passo indietro e includere una porzione di habitat può produrre risultati molto più interessanti.
Riprendendo da “lontano” avrai un ulteriore vantaggio: ridurrai notevolmente il rischio di disturbare soggetti timidi o timorosi.

Conclusioni
È un comune malinteso che le foto macro debbano sempre avere il soggetto principale che riempie il fotogramma per ottenere il massimo impatto.
Se da un lato è vero che un insetto che satura l’inquadratura può essere sorprendente, dall’altro queste immagini non sono in grado di trasmettere molte informazioni sul soggetto stesso e sull’ambiente in cui vive.
L’estate è il momento migliore per fotografare i piccoli abitanti della natura, esci e prova qualche scatto ravvicinato.
Ricordati solo di “avvicinarti, …ma non troppo!”

Testo e foto di Alvaro Foglieni

 

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