Macro & farfalle

Oltre il 40% delle farfalle italiane si trovano nell’Oltrepò pavese.
L’area ha un paesaggio ondulato e variegato (prati, campi coltivati a cereali, vigneti, frutteti alternati a prati magri con cespugli e boschi) e man mano che si sale, la vegetazione cambia e aumentano le foreste di castagni e faggi.
Sono la diversità di vegetazione e la scarsa attività umana che favoriscono la presenza di così tante specie di farfalle.
Per il fotografo della natura, appassionato di macrofotografia d’insetti, queste colline rappresentano un vero paradiso.

La tecnica migliore per fotografare le farfalle è la macrofotografia, ossia la ripresa del soggetto realizzata da molto vicino.
Questa pratica è in grado di svelare gli aspetti più curiosi ed insoliti del lepidottero che in genere passerebbero inosservati.
Nella macrofotografia ci sono alcuni fattori che devono essere conosciuti e applicati con cura per ottenere grandi immagini.
Dopo la perfetta messa a fuoco, l’elemento più importante è la “profondità di campo” che garantisce nitidezza e perfetta lettura dei dettagli.
La profondità di campo è lo spazio compreso tra il punto più vicino e quello più lontano in una inquadratura.
In questa zona, tutto deve essere a fuoco in modo da apparire nitido e ben definito.
Nella macrofotografia la profondità di campo è in funzione di due fattori:
· l’apertura del diaframma
· valore dell’ingrandimento.
In pratica, ad un dato valore di apertura, maggiore è l’ingrandimento, minore è la profondità di campo.

Una volta messo a fuoco il soggetto i due componenti sopra indicati entrano in gioco per determinare quanto fuoco cade davanti e quanto dietro il punto inquadrato.

Regole di base
Impostando un diaframma aperto (da f/1,8 a f/5.6) si avrà una ristretta profondità di campo.
Selezionando un diaframma chiuso (da f/11 a f/22), avrai un campo di messa a fuoco molto ampio.
In macrofotografia, la profondità di campo è in genere sempre molto ridotta e una foto è giudicata bella quando tutto il soggetto è perfettamente a fuoco.
La maggiore profondità la si ottiene impostando diaframmi chiusi.
Purtroppo se il diaframma è troppo chiuso, la foto peggiora a causa di:
· tempo di scatto lento;
· sfondo poco piacevole (tutto a fuoco);
· Diffrazione (per le leggi dell’ottica non utilizzare diaframmi con valori superiori a f/16).
Pertanto, per avere un’immagine con lo sfondo “bello sfocato”, non mossa e senza diffrazione, dovrai utilizzare un diaframma aperto.
Quando guardi attraverso il mirino della fotocamera, stai vedendo l’immagine con il diaframma tutto aperto.
Questo perché l’immagine è più luminosa e l’AF più veloce.
Solo una frazione di secondo prima che l’otturatore scatti, il diaframma si regola all’apertura che hai impostato.
Per vedere come verrà realmente la foto, dovrai premere il pulsante di “anteprima della profondità di campo” presente sul corpo della fotocamera.
Cerca sul manuale d’istruzioni della tua macchina fotografica dov’è il pulsante.
Se la visione è troppo scura (i diaframmi chiusi fanno passare meno luce), usa la modalità Live View e guarderai quello che inquadri su display della fotocamera a luminosità normale.
Può capitare che utilizzando un diaframma chiuso come f/11 o f/16, la profondità di campo non basti e parte del soggetto sia fuori fuoco.
Quello che puoi fare per avere tutto a fuoco è diminuire l’ingrandimento allontanandoti dal soggetto in modo che occupi meno spazio nel fotogramma.
Nella foto, la farfalla sarà più piccola, ma potrai sempre croppare l’immagine in post-produzione.
Punto di messa a fuoco
In macrofotografia, la profondità di campo può essere misurata in millimetri, pertanto il punto di messa a fuoco è fondamentale.
Una foto di una farfalla posata su un fiore, con la corolla ben definita e l’insetto sfocato, è da cestinare.
Prima di scattare la foto ti suggerisco di verificare con attenzione che la messa a fuoco sia centrata.
Muovi la fotocamera avanti e indietro e solo quando il punto specifico è nitido, scattala foto.
Utilizza sempre e solo la messa a fuoco a punto singolo perché ti consente di individuare esattamente quale parte del soggetto desideri mettere a fuoco.
Nella fotografia naturalistica, la regola generale suggerisce che la parte più importante di un animale (sia esso uccello, che insetto) sono gli occhi.
Nello specifico, le farfalle possiedono occhi composti costituiti da centinaia di piccole lenti.
Per ottimizzare la profondità di campo, metti la fotocamera il più possibile parallela al soggetto.
Se non è possibile metterti parallelo alla farfalla, utilizza la tecnica della messa a fuoco selettiva.
Invece di chiudere il diaframma per cercare di avere a fuoco l’intero insetto, fai viceversa, aprilo (usa i valori “f/” piccoli).
Punta sugli occhi e scatta la foto.
L’area che hai selezionato sarà a fuoco, mentre il resto del corpo risulterà sfocato.
L’occhio dello spettatore sarà sempre attratto dalla parte nitida e a fuoco e ignorerà le zone che non lo sono.

Conclusioni
Non commettere l’errore di fotografare le farfalle con la classica angolazione di 45°, stando comodamente fermo in piedi.
Il più delle volte avrai un’immagine banale, noiosa, troppo simile a qualsiasi altra foto presente in Internet.
Prova a fotografare da un punto di vista insolito, per esempio: chinati, fotografa il lepidottero da un lato stando alla sua altezza, riprendilo dalla parte anteriore o dal basso.
Se l’insetto è posato, prova a sollevare la foglia per tenerla contro il cielo: avrai un’angolazione interessante e uno sfondo più bello.

P.S.
Ecco alcune località che ti sugerisco di visitare:

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Testo e foto di Alvaro Foglieni

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