Uccelli in inverno

Inverno: gelo, grigiore diffuso e pochi soggetti da fotografare.
La stagione fredda può essere impegnativa per il fotografo della natura.
Ci sono però alcune specie di uccelli che vengono in aiuto al fotoamatore che muove i primi passi nella caccia fotografica.
Non rinchiuderti in casa, ma esci a fotografare!

Ecco qualche facile consiglio per aiutarti a realizzare interessanti fotografie naturalistiche agli uccelli in inverno.

Pettirosso
Il Pettirosso non può mancare nella classifica dei migliori soggetti selvatici invernali.
Per tutta la stagione fredda, il Pettirosso è una presenza fissa nei giardini condominiali e nei parchi pubblici cittadini
A differenza di molti altri uccelli selvatici, elusivi e sempre pronti a fuggire, il Pettirosso si mette spesso in posa, quasi invitando a farsi fotografare.
E’ sicuramente uno dei soggetti più facili da affrontare.

Germano reale
E’ una specie molto comune e conosciuta ed il maschio ha una livrea molto appariscente.
Il Germano reale è un ottimo soggetto per il principiante fotografo della natura: è una uccello socievole, facile da avvicinare e fa sempre qualcosa di interessante.
Chi abita in città sa che lo può trovare facilmente nel laghetto del parco pubblico.
Questi soggetti sono abituati alle persone e spesso si avvicinano moltissimo a chi getta loro del cibo (attento a quello che fai, spesso è vietato dar da mangiare agli animali).

Picchio rosso maggiore
Dieci anni fa, il Picchio rosso maggiore era un soggetto piuttosto raro in città.
Anno dopo anno, la popolazione è aumentata e ora sono visitatori abituali.
E’ facile trovarlo nei parchi cittadini o nei giardini condominiali in cui sono presenti alberi antichi dalle dimensioni medio-grandi.
Rispetto al Pettirosso, il Picchio rosso maggiore è più sensibile alla presenza umana ed è quindi conveniente fotografarlo da dietro un riparo.

Poiana comune
Nel Nord Italia la Poiana è uno dei rapaci più comune.
In inverno, è facile vederla appollaiate sui paletti che fiancheggiano un’autostrada o in campagna, posata sui rami spogli di un albero .
Nella stagione fredda, ci sono molti giovani uccelli in giro e questi tendono ad essere più socievoli e avvicinabili.
Possono essere fotografate usando l’auto come nascondiglio mobile.
La Poiana rappresenta una sfida impegnativa per il fotografo naturalistico che muove i primi passi, ma anche fonte di grande soddisfazione quando la foto viene bene.
Affinché Il ritratto sia più intimo ed efficace, cerca sempre il contatto diretto dello sguardo.
Di solito mi comporto così:
1) Una volta individuato il soggetto, cerco di avvicinarmi il più possibile.
2) Arrivato alla distanza ideale, mi abbasso fino a mettermi allo stesso livello dell’animale.
3) Punto il teleobiettivo ed attendo (pazientemente) che l’uccello si tranquillizzi ed assuma un comportamento naturale e rilassato.
4) Quando riprende la normale attività e si gira guardandomi, scatto una raffica di foto (abbondo con gli scatti, il digitale me lo permette!).
5) Anche dopo la prima serie di foto continuo a seguirlo con la fotocamera, pronto a riprendere qualche atteggiamento curioso o inaspettato.
Quando hai a che fare con animali selvatici, è necessario avere dei tempi di reazione molto rapidi.
Io punto la fotocamera sul soggetto, lo seguo nei suoi movimenti, tenendo sempre il dito sul pulsante dell’otturatore.
Quando pratico caccia fotografica utilizzo una Canon 7D Mark 2 equipaggiata con lo zoom Canon EF 100-400MM F/4.5-5.6L IS March 2.
Nella stragrande maggioranza dei casi, la focale utilizzata è 400mm.
La fotocamera è impostata sulla modalità di “messa a fuoco continua” (AI SERVO su Canon e AF-C su Nikon).
In genere, lavoro in “priorità di tempi” con una velocità di scatto non inferiore a 1/1250″ in modo da ottenere immagini nitide e non mosse.
Cerco di mantenere il singolo “punto di autofocus” (SPOT AF su Canon, AF-S su Nikon) sull’occhio dell’uccello.
Regolo il valore della sensibilità ISO in funzione della luminosità presente sulla scena, così che il diaframma sia sempre alla massima apertura possibile (f/5,6 sulla mia Canon).
Scatto al valore massimo per limitare la profondità di campo e far risaltare l’uccello dallo sfondo .

Conclusioni
Impara a capire quando è il momento in cui succederà qualcosa di interessante, osservando e studiando il tuo soggetto.
Con l’impegno e la pratica, farai sicuramente delle fotografie migliori.
Nella caccia fotografica ci vuole tempo e costanza.
In ogni caso, vale sempre la pena provare, anche nella stagione meno propizia!

Testo e foto di Alvaro Foglieni

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