Ambiente urbano: nidificazione del Gheppio a Milano

MI CHIAMO “GHEPPIO”, SONO IL TUO NUOVO VICINO DI CASA!

La storia di una coppia di Gheppi, che ha fatto il nido in un vaso di fiori, sul balcone di una casa di Milano.

Testo e foto di Alvaro

La presenza di animali selvatici nelle nostre città è nota a tutti, almeno per quanto riguarda le specie più comuni, quali: gabbiani, merli, pettirossi, cornacchie, pappagalli, ricci, scoiattoli, ecc.
Per la fauna selvatica, la città rappresenta una fonte inesauribile di cibo, di nascondigli e luoghi idonei per la riproduzione.
Fra i tanti animali presenti in città, gli uccelli occupano un ruolo molto importante, ad esempio nel Milanese si contano 120 specie selvatiche e tra queste 100 sono di uccelli.
In particolare, i rapaci hanno da tempo colonizzato molte città italiane.

A Milano, è nota la presenza stabile di almeno 8 coppie nidificanti di Gheppio (Falco tinnunculus), un piccolo falconide, che si ciba di piccoli roditori, rettili, insetti e piccoli uccelli.
I nidi storici conosciuti sono sulla volta della Stazione Centrale, su una torre di San Siro e sui tetti dell’ospedale San Paolo, località dove la presenza umana è totalmente assente.

Nel marzo 2009, una coppia di Gheppi ha nidificato in un vaso di fiori posto su un balcone, al 6° piano di un condominio normalmente abitato da famiglie.
Lo stabile è in città, in un quartiere costituito da un insieme di edifici alti 8 piani, con strade trafficate, piccoli giardini condominiali, gente in movimento, bambini che giocano, cani al guinzaglio, ecc.
Insomma una tipica via della metropoli lombarda.

La presenza dei rapaci, si era notata già nel mese di febbraio.
Sorvolavano i palazzi, si fermavano sulle antenne della televisione, facevano lo “spirito santo” nel campo di calcio prospiciente le case.
All’inizio di marzo, è iniziato il corteggiamento, culminato con l’accoppiamento.

La deposizione delle 5 uova è avvenuta nella prima settimana di maggio.
Per il nido, la coppia ha scelto un vaso da fiori a cassetta (30 x 100 cm), in cui sono presenti 4 cespugli alti poco meno di mezzo metro circa.
Il nido è una semplice depressione della terra del vaso, realizzato all’ombra di due piccoli arbusti.
Le uova, deposte direttamente sulla terra, sono di colore bianco-giallastro con macchie bruno-rossicce.
La cova è durata 28 giorni ed è stata gestita quasi esclusivamente dalla femmina.
Il maschio le dava il cambio un paio di volte al giorno e solo per brevi periodi di tempo.

All’inizio di giugno, le uova si sono schiuse, con la seguente modalità:

  • 3 pulli, sono nati la mattina del 2 giugno,
  • 1 pullo, è nato il pomeriggio del 2 giugno,
  • 1 pullo è nato il 3 giugno.

L’appartamento è abitato da una giovane coppia con un bambino di 4 anni.
Impegni di lavoro e … d’asilo, tengono lontani i proprietari per buona parte della giornata.
Solo nel tardo pomeriggio, la famiglia rincasa.

Fin dai primi giorni, ci trovammo ad affrontare una serie di domande e dubbi riguardanti la presenza umana come principale elemento di disturbo per la nidificazione.
L'unico vero timore iniziale era quello di disturbarli troppo, con conseguente abbandono del nido.
Fortunatamente questo malaugurato evento non è avvenuto e la nidificazione è proceduta con successo, fino alla fine.

Col passare del tempo ci si rese conto che gli animali si erano “abituati” all’uomo, anche se mantenevano vigile l’istinto alla fuga: al minimo segno di movimento sul balcone, l’adulto s’involava immediatamente sul tetto del condominio accanto.

Un fattore molto importante che ha agevolato il loro adattamento all’insolita situazione, è stata la presenza di una grande zanzariera avvolgibile , collocata sull’apertura del balcone.
La rete a maglia fitta, di colore nero, ha creato una sorta di barriera fra gli animali e gli umani.
Salvo rarissime eccezioni, la zanzariera è stata lasciata sempre calata e quando si è dovuto riavvolgerla, ci si è mossi con la massima cura ed attenzione e solo per pochi minuti.

Sicuramente, il momento più delicato è stato la prima settimana di vita dei neo-nati, quando i genitori si alternavano al nido e non lasciavano mai soli i pulcini.
L’innata paura di venire aggrediti se ci si avvicinava troppo al nido, è stata superata giorno dopo giorno, dalla comprensione che i Gheppi sono animali timorosi dell'uomo.
Si è notato che è la femmina ad occuparsi di proteggere i pulcini, mentre al maschio spetta il compito di sfamare tutta la famiglia.
A questa età, i pulli sono ricoperti di un fitto piumino biancastro e vivono ammassati l’uno all’altro.

Dopo

due settimane dalla nascita, piccoli sono cresciuti e diventati più robusti.
La femmina li lascia soli per brevi periodi di tempo, che col passare dei giorni diventano sempre più lunghi.
L’attività di caccia dei due genitori è frenetica e la dieta alimentare è formata da lucertole, piccoli passeriformi e micro mammiferi, tutti rigorosamente senza testa.

A tre settimane di età, i pulli sono già quasi completamente impiumati e mangiano da soli.
E' sorprendente la velocità di crescita dei pulcini, che hanno perso il piumino rapidamente e presentano già le piume su quasi tutto il corpo.
E’ il momento dell’esplorazione.
I piccoli cominciano a ispezionare ogni angolo del grande vaso, spesso spinti dalla necessità di un luogo più fresco e ombreggiato.
I giovani Gheppi sono molto indipendenti anche nel mangiare: gli adulti portano continuamente al nido prede morte, ma intere.
Queste, sono afferrate con gli artigli e successivamente ingoiate intere, partendo dalla testa.
Le liti fra fratelli, per la conquista del cibo, durano pochi secondi e non ci sono strascichi.
Il "vincitore" può mangiare la sua preda in tutta tranquillità.
Assistere al continuo via vai dei genitori con il cibo, fa capire quanto i Gheppi siano importanti per l’agricoltura e in che misura contribuiscano a mantenere in equilibrio l’ecosistema.
Col passare dei giorni, i piccoli Gheppi hanno assunto una colorazione marrone, con evidenti striature scure e sulla coda sono apparse le bande orizzontali nere.

Dopo circa 20-25 giorni dalla nascita, i piccoli hanno ormai sviluppato tutti i sensi, così come l'istinto predatorio, la capacità prensile, l'attenzione e la reattività ad ogni stimo esterno.
Gli adulti li alimentano ormai con prede vive, mezzo tramortite.

E’ stato nella quarta settimana che un piccolo di Gheppio, il più intraprendente del gruppo, ha spiccato il volo.
Con un battito di ali poderoso, costante e per nulla incerto ha sorvolato la strada, dirigendosi verso un piccolo boschetto nei pressi di un campo giochi.
L’emozione di aver assistito al momento magico del primo volo è stata fortissima in tutti i presenti.
La gioia di quella esperienza è diventata euforia quando, dopo circa una mezz’ora, il piccolo è ritornato al nido, seguendo in volo la madre.

Nei giorni successivi anche gli altri giovani Gheppi hanno, a turno, spiccato il primo volo.
Le distanze percorse in ogni spostamento si limitarono all’attraversamento della strada, per posarsi sui balconi di rispetto o sui tetti.
E’ stato a questo punto che tutto il vicinato si è accorto della loro presenza ed, è parso chiaro a tutti, il motivo del nome latino.
La definizione tinnunculus, ha attinenza, molto probabilmente, al suo richiamo: un sonoro e ripetuto “ti ti ti ti” che, tradotto letteralmente, significa “che risuona”, “che tintinna”.
Chi li ha sentiti, può ben testimoniare che il verso … “risuona”, eccome!

Per le successive 3-4 settimane, i giovani rapaci sono rimasti in prossimità del nido, anche perché i due genitori hanno continuato a nutrirli quotidianamente, per tutto il periodo.

Pensiamo che questo evento sia da considerarsi eccezionale.
La letteratura in materia, è decisamente scarsa in merito alle nidificazioni spontanee di animali selvatici a stretto contatto con l’uomo.
E’ per questo motivo che consideriamo questa nidificazione come un fatto veramente eccezionale.
In particolare, si pone l’attenzione del lettore sul pieno successo della covata, che ha visto 5 nuovi Gheppi, volare sui cieli di Milano.

Un ringraziamento particolare va a Laura, Giuseppe e al piccolo Matteo, silenziosi e rispettosi padroni di casa.
Per oltre due mesi, sono stati testimoni oculari di questo meraviglioso ed esclusivo avvenimento.
La speranza è che l’anno prossimo, altre persone in quartiere possano godere delle stesse emozioni.

Alvaro