Una valida alternativa alla "caccia fotografica vagante", è rappresentata dalla fotografia da appostamento.
In pratica, anziché girovagare alla ricerca di uccelli, ci si nasconde in silenzio dentro un riparo “fisso” e si attende l’arrivo dei volatili nei pressi del capanno.
In questo modo, ci si sottrae alla vista dagli animali che, non spaventati dalla presenza umana, si lasciano osservare e fotografare senza timore da una distanza più vicina.
Normalmente utilizziamo questo sistema di camuffamento quando fotografiamo gli uccelli che vivono in habitat molto aperti.
L’esempio tipico è rappresentato dagli acquatici che frequentano laghi, lagune, stagni e paludi.
Senza un capanno è impossibile sperare il loro avvicinamento fino ad una distanza ... "fotograficamente" accettabile.
Esistono 3 tipologie di capanni:
- Capanno fisso
- Capanno mobile
- Auto
CAPANNO FISSO
Sono capanni stabili che si trovano nelle oasi naturali (es: Lipu, WWF, ecc).
Nella maggior parte dei casi, sono
collocati in posizioni ideali per l’osservazione.
In genere sono di legno, con feritoie lunghe e strette alle pareti e panche per osservare gli animali stando "comodamente" seduti.
Il fatto che siano strutture fisse tutto l’anno, fa si che l’animale si abitui alla costruzione e si avvicini tranquillamente.
Sono le strutture che più ci piacciono.

Visitando le varie Oasi naturalistiche dislocate sul territorio nazionale (e non), ne abbiamo trovati di differenti tipologie: totalmente in legno, in muratura, in frasche, a terra, altane, su palizzate, a due piani, ecc.
La nostra preferenza è a favore di quelle costruzioni con una visuale, il più vicino possibile al terreno o all'acqua.
In pratica si osservano e si fotografano gli uccelli alla ... loro altezza.
Sono molto apprezzati anche i capanni con la porta (da aprire e chiudere) e/o con l'entrata a labirinto
(non diretta nella sala).
In queste costruzioni l'interno è ben oscurato ed è minimizzato anche il pericolo di rimanere controluce.
CAPANNO MOBILE

Sono strutture smontabili e portatili, costituite da un’intelaiatura di alluminio (o lega leggera) e da un telo mimetico.
Una volta montati, diventano un parallelepipedo alto 170/180 cm e largo 100/120 cm per lato.
In commercio esistono molte soluzioni: 
più larghe e comode,
più o meno leggere,
più o meno veloci da montare/smontare.
L’importante è che le pareti siano realizzate con una tela:
- robusta (resistente al vento ed agli strappi accidentali),
- non trasparente (non deve far intravvedere nessuna ombra, anche se messa controsole),
- impermeabile all’acqua (l’uso principale che ne faremo è in presenza di acqua),
- di colore mimetico o neutro (deve confondersi in più possibile con l’ambiente circostante).
Il capanno inoltre dovrà essere:
- stabile al vento,
- facile e veloce da montare/smontare,
- comodo
- fornito di apposite aperture, in tutte e 4 le direzioni, in cui infilare obiettivi e/o binocoli.
Questo tipo di struttura dovrà essere sempre posizionata con il Sole alle spalle, in luoghi frequentati da uccelli (es: aree dove vanno a mangiare o dove vanno a posarsi).
AUTOMOBILE

L’auto rappresenta un nascondiglio altrettanto valido per osservare e fotografare gli animali a distanza
ravvicinata.
E’ in pratica un vero e proprio “capanno a quattro ruote” che non spaventa più di tanto gli animali (nel nostro caso, la Fiat Multipla è molto comoda per fotografare dalla macchina).
Anzi, se avvicinati da un'auto adeguatamente mimetizzata, la distanza di fuga degli uccelli diminuisce in misura significativa.
Occorre però mettere in pratica alcuni accorgimenti, per riuscire a sfruttare questo “nascondiglio mobile”:
- coprire i finestrini dei 4 lati con teli mimetici (la Multipla è un vero e proprio "attico con vista ...")
- Aprire i finestrini anteriori: lato guida e passeggero.
- Fissare sul finestrino il “cuscino anti-vibrazione”, sul quale si appoggerà la macchina fotografica.
- Avvicinarsi lentamente all’animale, monitorando continuamente gli eventuali segnali d’allarme che possono indicare una fuga imminente.
- Evitare frenate brusche o movimenti repentini.
- Arrivati a tiro, non spegnere subito il motore, ma lasciarlo in moto e rimanere immobili il più possibile.
- Quando ci si accorge che l’animale si è tranquillizzato, spegnare il motore, ma restare ancora immobili.
- Iniziare a fotografare, solo quando si è sicuri che l’uccello è tranquillo.
Spesso, può accadere che dopo un lungo e paziente avvicinamento, l’uccello scappi via.
E’, infatti, facilmente verificabile da tutti quanto gli uccelli capiscano la differenza fra un’auto in movimento ed una ferma.
Finché si è in movimento, l’animale è tranquillo, ma appena la vettura si arresta, il volatile … prende il volo.
In questi casi, suggeriamo di far guidare l’auto da un passeggero per dedicarsi totalmente all’aspetto fotografico:
-
puntare l’obiettivo quando la
vettura è ancora in movimento
- scattare la foto nell’attimo esatto in cui si ferma. |