GALASSIA NATURA
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AMBIENTE MONTANO





Gran parte del territorio italiano, è costituito da MONTAGNE.

Per un fotografo della natura, nulla può competere con il paesaggio montano.
Il terreno selvaggio, il panorama spettacolare di una catena montuosa ed il continuo mutamento della luce,  rappresentano una fonte inesauribile di immagini da catturare.
La flora e la fauna presente, varia enormemente in virtù della quota di riferimento.

La maggior parte delle nostre foto scattate in montagne, sono state realizzate nei boschi a quote fra i 500 mt ed i 1.500 mt.
A queste altezze, il clima è notevolmente più vivibile.

Se fa molto caldo, freddo o pioggia, gli uccelli rimarranno in una zona protetta per preservare le loro forze: in questi casi, ci saranno meno avvistamenti e meno opportunità di fotografarli.
Gli uccelli reagiscono al meteo nello stesso nostro modo: fa caldo, cercano il fresco, fa freddo vanno al caldo e se c’è umido, vogliono l’asciutto.

E’ la ricchezza di rifugi naturali, la diversità della flora (alberi e sottobosco), l’esistenza di radure e la presenza di acqua, che fanno del bosco di latifoglie (castagneti, faggete, querceti, ecc) uno degli ambienti più ricchi di uccelli e luogo ideale per il birdwatcher che vuole osservare gli animali e scattare qualche fotografia.

Per fotografare gli uccelli, è indispensabile trovarli.
Ciò significa che si deve  sapere dove vivono, dove si riproducono e quando migrano.
Ogni tipo di uccello ha proprie abitudini e comportamenti.

Una cosa è certa:  sopra il limite della vegetazione arborea, la presenza di animali è povera e quelli che vi si trovano, hanno dovuto mettere in atto incredibili adattamenti evolutivi per sopravvivere ai rigori del clima dell’alta montagna.
Oltre i 2.600 mt di altitudine, le praterie cedono il passo ad un ambiente aspro e nudo: ghiaioni, morene, ghiacciai, falesie ecc.
A queste altezze, anche le fotografie risentono di alcuni problemi.
Il cielo è blu, la luce è intensa e le ombre sono molto più marcate.
L’aria più rarefatta e le immagini posso presentare una dominante blu.
Questo fenomeno, se da un lato tende a dare l'illusione di profondità, dall’altro potrebbe influire sulla visibilità, riducendola.
Il problema è causato dai raggi ultravioletti e può essere facilmente risolto con un buon filtro UV.

Questi luoghi presentano una notevole escursione termica fra il giorno e la notte, inoltre la presenza del vento, la forte insolazione ricca di radiazioni ultraviolette, lo scarso spessore del suolo fertile, rendono molto difficile la vita agli animali.

Per questo motivo, non ci sono molti uccelli che vivono in quegli habitat.

Purtroppo, la struttura stessa del bosco, rende particolarmente difficile osservare gli animali.

Grazie al fatto che gli uccelli comunicano con il canto, sarà molto più facile udire i loro “gorgheggi”.

Imparare a riconoscere un uccello anche dal canto, si rivela molto utile in questo ambiente.

In generale, l’avifauna più eclatante dell’ambiente montano è rappresentata dai rapaci diurni, uccelli potenti, veloci e agili, caratteristiche che, unite al fastidio per la presenza umana, rendono questi animali difficili da fotografare.
Gli uccelli rapaci, specie se adulti, sono estremamente difficili da avvicinare: ti vedono sempre per primi e sanno molto bene quando hai oltrepassato la loro zona di sicurezza. 
Nascondersi alla vista degli uccelli, aiuta a fare foto senza allarmare gli animali.

Ci sono tre tipi di nascondigli che possono essere utilizzati in montagna: naturali, artificiali e mobili
Le mimetizzazioni naturali sono quelle più facili da trovare perché non sono dei ricoveri, ma semplici coperture  che ci mascherano dalla vista degli animali.
Sono rappresentati da alberi, cespugli, erbe alte o rocce.

I capanni artificiali sono di due tipi: strutture fisse, in legno o in mattoni, posizionate in pianta stabile in parchi e/o in oasi ei capanni in tela, portatili, da costruire in luogo.
Nella maggior parte dei casi, i capanni fissi sono confortevoli, con feritoie poste a varie altezze e mensole per appoggiare l’attrezzatura.
I capanni artificiali portatili sono delle “casette”, costituite da una struttura portante metallica ed una tenda dai colori mimetici.
Sono abbastanza leggeri e si montano in pochi secondi.

Se l’ambiente lo permette, utilizzate l’auto come capanno mobile.
La maggior parte dei predatori alati e in particolare gli adulti, sono abituati ai veicoli e in genere non prestano molta attenzione alle vetture in movimento o ferme.
Ovviamente, questo limita il risultato: gli uccelli saranno sempre e solo fermi su alberi e pali elettrici in prossimità delle strade.
Se il veicolo è in movimento, non fate una brusca frenata quando vedete l’uccello, perché  è molto probabile che lo spaventiate.
Provate invece a viaggiare lentamente, anche se siete distanti da lui, in modo da abituarlo alla vostra presenza.
Abbassare sempre il finestrino prima di arrivare in prossimità dell'uccello.

Quando i predatori alzano la coda, vuol dire che sono agitati e presto saranno pronti a volare.
In questi casi è meglio rallentare ancora di più, in modo da calmare l'uccello.
Ricordare che, in generale, i rapaci diurni quando vengono disturbati dagli esseri umani, defecano quasi sempre prima di volare via.
Se vedete tale comportamento, significa che l'uccello è agitato per la vostra presenza e vi sta dando un "avvertimento" visivo.
Fermatevi ed aspettate che l'uccello sia di nuovo tranquillo.

Non cercate i rapaci diurni durante le ore pomeridiane, quando c’è troppo caldo, piuttosto arrivate alla mattina presto, quando gli uccelli sono affamati e stanno cacciando.
Lo stesso vale per il tramonto, quando i predatori cercano sempre qualcosa per la cena prima di andare a dormire.

I ritratti statici sono noiosi.
Mostrate gli uccelli che fanno qualcosa di interessante.
Cercare di catturare un momento interessante, insolito della vita degli uccelli.
Immagini dove gli uccelli interagiscono tra di loro,  cantano o sono in caccia, sono più interessanti, rispetto alle foto con uccelli fermi in pose statuarie.

Le foto di uccelli in volo con le montagne che fanno da sfondo, sono un vero spettacolo.
In queste situazioni, è necessario dare il tempo al sistema di messa a fuoco automatica, di agganciare l'uccello.
A meno che non hai davvero un breve lasso di tempo, vale la pena sacrificare i primi secondi di azione per  ottenere una messa a fuoco sicura.
Utilizzare lo scatto continuo in modo che quando si preme l’otturatore, si possono sparare foto a raffica.
Le prime foto di uccelli in volo saranno un disastro: si scatteranno centinaia di foto e solo poche saranno buone.
Tuttavia non disperate e continuate a scattare.
Col tempo, si otterranno foto sempre migliori.

Con la pratica, poi vi renderete conto che è meglio non iniziare a inseguire con la fotocamera un uccello in volo quando è ancora lontano perché il braccio si stanca a tenere alzato il teleobiettivo.
Il nostro suggerimento è: osservate  l'uccello fino a quando è a pochi secondi di distanza, poi sollevare, puntare e premere il pulsante di scatto per scattare una raffica di fotografie.
Consigliamo anche di scattare brevi raffiche e di interrompere le riprese non appena l'uccello ha superato il punto più vicino a voi o si sta allontanando da voi.

In conclusione, se si sta seguendo un uccello che sta puntando direttamente verso di voi, smettere di seguire l'uccello prima che sia passato sopra la vostra testa,

E’ utile far notare che gli uccelli sono estremamente difficili da trovare e ancora più difficili da fotografare in una posa ideale.
Tutte le foto di uccelli che vedete nelle riviste, sono il risultato di molte ore di paziente attesa, ma sono anche il risultato di molta preparazione.


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